A.N.A.C.C.
Il giorno 01\01\2004 è entrato in vigore il nuovo regolamento antidoping della Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), e il Consiglio Federale lo ha approvato il giorno 06\03\2004.
Nei prossimi giorni la F.I.C. invierà alle Società, e non soltanto, il testo e le raccomandazioni del caso.
E' importantissimo che tale documento sia messo a conoscenza di tutti, dagli Allievi A ai Master, dai Dirigenti ai Tecnici e in particolar modo ai Genitori.
La novità più importante è:
Prima: per l'assunzione dei farmaci proibiti bastava un Certificato Medico che attestava l'assunzione del farmaco per terapia da mostrare prima dell'esame antidoping.
Adesso: l'Atleta deve richiedere l'autorizzazione, sul documento inviato sono specificate le modalità. La domanda deve contenere la dichiarazione di un medico debitamente qualificato che attesta la necessità dell'utilizzo della sostanza e che spieghi le ragioni per cui non è possibile utilizzare un altro farmaco permesso per il trattamento della posologia in questione. Devono essere specificati posologia, frequenza, via e durata di somministrazione della sostanza. Inoltre devono essere allegati gli esami effettuati per certificare la malattia.
Per i farmaci (beta-2 agonisti) utilizzati per inalazione per prevenire e trattare l'asma bronchiale e l'asma da sforzo la novità rispetto al passato e che non verrà più accettata la semplice certificazione di un medico specialista pneumologo o di un medico di squadra. L'atleta a supporto della diagnosi dovrà produrre idonea documentazione caratterizzata da un test che dimostri in maniera obiettiva la presenza dell'asma. In particolare i test richiesti riguardano la misurazione della FEV1 e le sue modificazioni rispetto ai valori basali dopo test di broncodilatazione (somministrazione di un Beta-2 agonista) seguito da un test provocativo bronchiale (esercizio o iperpinea eucapnica volontaria o inalazione di aerosol ipertonico o inalazione di un aerosol di meticolina ).
Nota personale.
Per ottenere una migliore prestazione non occorre ricorrere al DOPING, che è molto dannoso alla sulute personale di chi lo assume, basta un buon programma di allenamento (compreso obbiettivi e periodizzazione) che il C.T.N. invia normalmente alle Società, e una buona tecnica, che gli Allenatori Italiani sono in grado di trasmettere ai propri Atleti.
Antonio Baldacci