“IL CANOTTAGGIO CHE VOGLIAMO...”
Sabato scorso si  tenuto a Firenze un convegno promosso
dal Comitato toscano per guardare al futuro dell’intero movimento

Il canottaggio del futuro dev’essere frutto di promozione, collaborazione e sinergia tra le società. E’ quanto è emerso con forza dal primo incontro di “Il canottaggio che vogliamo”, l’iniziativa di sabato scorso del Comitato Toscano della Federcanottaggio, che ha visto l’impegno in prima persona del presidente Angelo Faggioli e del dottor Sergio Califano, direttore dell’Istituto di Medicina Sportiva di Firenze e collaboratore del Comitato stesso.

All’incontro hanno partecipato gli ex-consiglieri nazionali Enzo Ademollo ed Antonio Baldacci, il vice-presidente per l’area tecnica del Comitato Toscano Giancarlo Tarchi, il collega de “La Nazione” e “Corriere dello Sport – Stadio” e responsabile per l’informazione della Fic Franco Morabito, il coordinatore regionale dei giudici-arbitro Manola Marinai, il consigliere nazionale Massimo Guerrieri, rappresentanti di Canottieri Firenze, Canottieri Pontedera, Canottieri Marconcini, Canottieri Limite, Vigili del Fuoco Tomei, Foce Cecina, Canottieri San Miniato.

Nel mirino della discussione soprattutto il calo di numeri nei club di canottaggio e in generale alle regate regionali e nazionali. In Toscana la flessione dei tesserati si ferma al 4,86 % (contro il -5,38% nazionale). Questo nonostante i successi di atleti e società della regione, non identificati dalla sola Canottieri Firenze, ma anche da San Miniato, Giacomelli, Berchielli. Ma la diminuzione dei numeri del canottaggio è in corso di svolgimento.

Molte le ragioni per cui “per il nostro sport c’è un momento di stasi e non ce lo possiamo permettere”, come dice Tarchi: le tante lacerazioni interne (una guerra tra poveri), la mancanza di spettacolarità, la carenza di comunicazione e informazione verso l’esterno, che è pur sempre promozione. Il problema principale è che il canottaggio “non ha i numeri – continua Tarchi – C’è un crollo verticale dalla categoria Cadetti a quella Juniores, perché non ci sono risorse economiche”.

Un messaggio forte arriva, per esempio, dal presidente regionale Angelo Faggioli: “La vittoria dell’Otto Cadetti al Festival dei Giovani e al Trofeo delle Regioni e il Quattro Con argento ai Mondiali Juniores deve essere un insegnamento – ha detto Faggioli – Sono barche nate, cresciute e allenate in Toscana, per le quali le società toscane hanno collaborato, arrivando a grandi risultati”. 

Sulla comunicazione, ammonisce Morabito, “ci dev’essere collaborazione tra un addetto-stampa di cui si dovrebbero fornire i vari comitati regionali e le varie società di quelle regioni, perché spesso per le varie testate, quando si decidono a interessarsi, è anche difficile trovare un referente per potere avere notizie”.

Per accendere qualche riflettore in più Baldacci si rivolge anche in alto, alla Fisa: “Dovrebbe essere sostenuta la proposta di distribuire su tutta la settimana dei Mondiali le finali delle varie specialità, stile nuoto o atletica leggera”, in modo tale che i mass media abbiano di che pubblicare non solo la domenica e il lunedì.

Diego Pretini (diegopret@hotmail.com)
Addetto Stampa Fic Toscana