Trieste, 28 novembre
2006
In auto come in
pulmino, in aereo come in treno, e qualcuno addirittura in moto, 170 allenatori
italiani hanno raggiunto Piediluco sabato mattina per la Conferenza nazionale. Il
numero rilevante di tecnici ha costretto gli organizzatori a trasferire il
circo dei rowing coaches nostrani nel salone dell’Hotel Lido che ha accolto una
variegata moltitudine di allenatori con molti, moltissimi giovani da subito
amalgamati alla vecchia guardia, lo zoccolo duro del canottaggio italiano che
ha voluto essere presente da subito al nuovo ciclo che porterà il remo azzurro
fino a Pechino 2008…ed oltre.
Il ritrovo è per tutti
a tavola dopo i convenevoli di rito dentro e fuori il Lido, sotto la
giurisdizione della premiata ditta Renzo & Giorgio ristoratori storici
delle sponde del lago umbro. Come capita, in ordine di arrivo, non ha
importanza, le sistemazioni a tavola sono un po’ alla rinfusa…secondo
regione…secondo settore…secondo l’età…poi alla sera i gruppi si ricompatteranno
e saranno più omogenei. Non c’è molta voglia di stare a tavola…e l’attesa per
quello che sarà il nuovo ciclo è palpabile…un caffè…e via… a prendere
posto…mentre l’Andrea nazionale entra in sala a salutare tutti, senza
distinzione di casta. Sobrio nel vestire (niente giacca e cravatta), per
dimostrare anche nell’abbigliamento di essere vicino ai tecnici che in camicia
e maglione si sono messi all’alba in viaggio per venire a sentirlo.
A frotte si sale al
piano superiore dove le sedie hanno occupato tutto il calpestabile. Da subito
occupate le prime file. Non ci sono preconcetti: si è venuti per ascoltare, e
la Conferenza nazionale inizia. Breve presentazione, e il Dt attacca subito. Sostiene
il prof. l’importanza “del Gusto del remare” principio indiscutibile per un
canottaggio per i giovanissimi come per quello d’elite. “Impara a stare comodo
in barca” E’ come sedersi su un comodo divano…ritrovare la comodità
casalinga…le parole, i concetti nei quali gli allenatori italiani di lunga data
hanno sempre creduto. Un’esposizione chiara, farcita di esempi calzanti,
ripetuti, ma familiari. “Si suona con le mani…si balla con i piedi”…e poi
ancora…”l’atleta non è uno stupido! Ascoltate quello che ha da dirvi…”
Se i fantasmi dei
predecessori volevano aleggiare nell’aria del salone, sono stati presto
accontentati: “Un domani ci ricorderemo di La Mura e De Capua! Hanno fatto la
storia del nostro canottaggio. Ogni uomo ci ha dato qualcosa”. Poi i due Dt vengono nominati ancora … in
giusta dose… ed alla fine della conferenza…conti alla mano, avrà nominato 16
volte il tecnico di Castellamare e sempre 16 quello di La Spezia, una par
condicio con tutta probabilità non voluta…ma che ha contribuito a mantenere
l’assemblea in grande equilibrio. Gli argomenti pratici, quelli che servono al
tecnico giorno dopo giorno scivolano interessando tutti…scarsi i brusii,
inferiori alle suonerie dei cellulari che talvolta infastidiscono. Sempre
riferimenti agli atleti con grande rispetto…agli allenatori…alle società…alla
squadra…a quella nazionale che adesso è sua…come di tutti…Una duplice veste…
quella del Direttore Tecnico senza spogliarsi dei panni dell’allenatore
societario. Ed io tra di voi…cantava Aznavour. Piace Coppola che un po’ in
piedi…un po’ tra i presenti…un po’ seduto sul tavolo non sale in cattedra mai,
ma prende per mano prima l’uno poi l’altro con decisione…con la sua esperienza,
sempre con fermezza. Parla di tecnica come di tattica… di come parlare
all’equipaggio: importante. Professa grande umiltà. Se un altro tecnico riesce
a far capire al tuo equipaggio quello che tu non sei riuscito a trasmettere…ben
venga, non sentirti offeso se nella testa dell’atleta scatta la molla giusta. Obiettivo
comune è il migliorare il gruppo. Andrea è un condensato di entusiasmo
giovanile condito dall’esperienza dei grandi allenatori italiani. Un cenno alle
riserve: sono importanti…devono essere in grado di prendere il posto di un
titolare. Equipaggi societari e equipaggi federali: se alle selezioni l’armo di
club batte quello federale vuol dire che ha lavorato meglio. Alla domanda se si
può parlare di fortuna per un atleta o un tecnico…Booh…importante è trovarsi al
posto giusto nel momento giusto e…girare! E poi sempre rivolto alla platea:
Ognuno può dire quello che vuole…io sto ad ascoltare…poi ci sono i ruoli…Quello
che è stato fatto di buono non si annulla…quello che non è stato fatto…lo
faremo e meglio.
Lo spazio poi è dei
relatori: Galletelli (Conferenza Fisa senior a Cipro), Colamonici (Conferenza
Fisa junior), Spataro (doping) e De Angelis (fisiologia). Alle 20,30 si
conclude la prima parte della Conferenza e tutti scendono a cena.
A tavola le
disposizioni sono un po’ diverse che dal pranzo, ed i discorsi si
incrociano…soddisfatti…lusingati…
Alle 21,30 è prevista
l’assemblea dell’Anac, e con un po’ di ritardo la sala si riempie di nuovo
(circa una settantina i presenti). relazione tecnico-morale, poi quella
finanziaria da parte del Presidente Baldacci. Vengono nominati Noio
vicepresidente e Sutera consigliere. Dopodichè si apre un dibattito acceso in
particolare sulle date e le località del calendario 2007. A mezzanotte si
conclude l’Assemblea dell’Associazione Allenatori.
Breve colazione e si
riparte domenica mattina con le premiazioni dell’Anac alla presenza del
Presidente federale Nicetto.
E poi inizia Andrea
Coppola, ed i tecnici lo ascoltano. Usa il telecomando del lettore con discreta
abilità, e parte un video (ottima la qualità, e complimenti a Franco Cattaneo
ed al Direttore per la scelta delle immagini e della musica). La campana della
chiesa di Piediluco suona le nove, ma c’è silenzio in sala per tutta la durata
del video. Sapientemente sono state assemblate immagini di equipaggi del
passato (che piacere…il signor Ivanov…) con quelli del presente che sarà anche
futuro…La musica è piacevole (star bene in barca?) e significativa.. non scelta
a caso…da Bocelli a Caruso passando dai Queen. Stando in silenzio in platea si
possono sentire il colpo in acqua…i carrelli che scorrono…il respiro
controllato in allenamento…affannoso in gara…Equipaggi a dorso nudo con
improvvisate bandane si alternano a divise da gara italiane e straniere,
allenamenti casalinghi come gare ufficiali di altissimo livello, a
dimostrazione di come la fatica dell’allenamento esplode nella finale olimpica.
Quella del quadruplo azzurro ad esempio, che genera uno spontaneo applauso. We are the champion. Noi
siamo i campioni come a dire: gli altri sono forti, teniamoli d’occhio…ma noi
siamo l’Italia… noi siamo i protagonisti… noi siamo i campioni. Sfila il 4
senza mondiale, il cavallo di battaglia del Dt…Poi un ritorno alla tecnica con
un simpatico lapsus che confonde il Gran Dentale con il Gran Dentato. A
dimostrazione di quanto Andrea pensi ai suoi atleti e che anche il gigante
napoletano sia nei suoi pensieri, Dario…tu quoque fili mi…Ma se questo busto lo
preparavi in questa ripresa…perchè non lo fai di nuovo? Comodo significa
istintivo e la tecnica non è istinto ma costante applicazione. Ed ancora a
proposito degli atleti: Prendete quello che c’è di buono in ogni vogatore…non
pensate solo ai suoi difetti. Pensa positivo. Sempre in empatia con
l’equipaggio. E poi rivolto agli allenatori ed a proposito dei raduni della
squadra olimpica: “Cercate di darci una mano!” Ma chi non te la darebbe Andrea
nella maniera in cui ti stai rapportando con gli allenatori, con gli atleti,
con le società? La conferenza scivola verso la sua conclusione con le ultime
domande. Non c’è un fuggi fuggi generale nonostante le centinaia di km da
percorrere per tornare a casa. In molti vogliono andargli a stringere la mano…a
fargli gli auguri, a complimentarsi per questo suo esordio vincente, come lo
sono stati e lo saranno i suoi equipaggi, ed a chi insiste, da uomo di sport ma
con i piedi per terra, Coppola risponde: “Tra due anni…tra due anni…ne
riparliamo tra due anni.”