Questo documento dovrebbe
essere preso d'esempio per lo sviluppo dei programmi di sicurezza locali. Ogni
struttura di canottaggio locale, regionale o nazionale dovrebbe avere proprie
regolamentazioni per la pratica sicura del canottaggio che devono rispecchiare
completamente quelle che sono le leggi, gli obblighi e i requisiti regionali e
nazionali. Con questo documento la F.I.S.A. non si assume responsabilità
legali.
INDICAZIONI ESSENZIALI
DELLA F.I.S.A. PER LA PRATICA SICURA DEL CANOTTAGGIO.
Introduzione
Molti
incidenti hanno luogo perché decisioni non codificate vengono prese prima di
lasciare il rimessaggio imbarcazioni. Le condizioni atmosferiche, dell'acqua,
il periodo del giorno, l'equipaggiamento e la supervisione sono componenti
critiche che devono essere valutate attentamente per poter svolgere un
allenamento in tutta sicurezza. La F.I.S.A. invita tutte le organizzazioni che
operano nel canottaggio a mettere in pratica per lo meno le seguenti
indicazioni per assicurare la pratica sicura del nostro sport. Gli standard
sotto riportati sono disponibili e possono essere usati come base per
indicazioni fondamentali che vadano a completare quelle già esistenti.
I Requisiti
Richiesti
A)
Generale
Queste
indicazioni garantiscono uno standard minimo di sicurezza ogni qual volta si
pratichi il canottaggio. Ogni organizzazione è responsabile e deve far
rispettare nelle proprie aree di competenza i limiti di sicurezza, inoltre le
leggi locali possono richiedere regolamentazioni più rigide o piani d'azione studiati
in maniera più appropriata. La seguente guida base può essere usata liberamente
al fine di creare regole di sicurezza globali appropriate ad ogni singola area
di competenza.
B) Responsabile alla Sicurezza
Ogni
organizzazione di canottaggio dovrebbe nominare un responsabile per la
sicurezza. Il compito del responsabile alla sicurezza è che venga rispettato il
programma di sicurezza.
C) Programma di Sicurezza
Ogni
organizzazione dovrebbe impostare per tempo un Programma di Sicurezza o un suo
equivalente, tipo, Regole e Regolamentazioni per la sicurezza che comprendono
informazioni e regole riguardo:
·
Equipaggiamento
sicuro per il canottaggio.
·
Regole
all'interno del rimessaggio imbarcazioni.
·
Codice locale
di pratiche della navigazione.
·
Singole
responsabilità di vogatori, allenatori, timonieri.
·
Procedure
d'emergenza / simulazioni di rovesciamenti e incidenti.
·
Mezzi nautici
per gli allenatori e mezzi nautici per la sicurezza.
·
Sicurezza
durante lo svolgimento della gare.
·
Dispositivo
per il controllo degli equipaggi non seguiti dall'allenatore.
·
Soccorsi in
acqua riguardanti il salvamento, l'ipotermia, l'ipertermia, e le procedure di
rianimazione.
·
Lista di
numeri telefonici, incluso:
-
Medico
/Ambulanza / Polizia
-
Vigili del
Fuoco
-
Ospedale /
Ambulatorio locale
-
Polizia
Fluviale o Guardia Costiera
-
Se non
dovesse esserci un telefono a disposizione deve essere indicato il luogo o la
località più vicina dove poterne trovare uno.
L'equipaggiamento
di sicurezza e di pronto soccorso deve essere disponibili in ogni parco
imbarcazioni e deve comprendere:
·
Ambulatorio
di pronto soccorso (completo di tutto l'occorrente e revisionato con
regolarità)
·
Coperte
termiche e applicazioni termiche
·
Salvagente
circolare / Corde inaffondabili munite di boe
·
Giubbotti di
salvataggio.
Ove
sia possibile le società dovrebbero stipulare una polizza assicurativa globale
che copra eventuali incidenti ai membri della società che si trovino in acqua o
fuori, o incidenti alle proprietà. Tale assicurazione è da estendersi a terzi.
In queste polizze dovrebbe essercene inclusa una adeguata per il Responsabile
alla Sicurezza.
II Informazioni
Dettagliate
A)
Equipaggiamento sicuro per il
canottaggio.
Per
la sicurezza di tutto ciò che concerne, l'equipaggiamento per il canottaggio
deve essere mantenuto in buone condizioni. Particolare attenzione deve essere
rivolta a ciò che segue:
·
Ogni barca
deve avere una pallina proteggi prua ben fissata del diametro non inferiore a
cm 4. Dove la costruzione o la tipologia della barca garantisca un adeguata
protezione della prua cioè quando la forma della prua non rappresenti un
pericolo, l'inserimento della pallina non è obbligatorio.
·
Il
"Laccio Salvavita" che blocca il tallone della scarpetta al
puntapiedi deve essere efficiente e in ottimo stato in tutte le barche equipaggiate
con puntapiedi e scarpette. Queste restrizioni non dovrebbero permettere al
tallone di sollevarsi non più di cm 5 dalla pedana del puntapiedi.
·
In condizioni
di scarsa visibilità le imbarcazioni dovrebbero essere munite di mezzi di
illuminazione secondo le normative nazionali della navigazione. Inoltre tutte
le imbarcazioni dovrebbero essere dotate di una luce a prua.
·
Tutti i remi
dovrebbero essere controllati per assicurarsi che tutti i bulloni siano sicuri
e inseriti correttamente.
·
I compartimenti
di poppa e prua dovrebbero funzionare come compartimenti galleggianti stagni e
devono essere regolarmente controllati così da funzionare come richiesto.
·
Le
imbarcazioni devono rispettare i limiti di galleggiamento come sotto riportato:
-
Quando la
barca si trova in acqua con tutto l'equipaggio seduto al proprio posto deve
galleggiare in modo tale che ci siano non meno di cm 5 tra la parte superiore
del carrello e la superficie dell'acqua.
-
Le
imbarcazioni di vecchia costruzione non progettate per rispettare questi limiti
di galleggiamento possono usare borse gonfiabili da galleggiamento, pezzi di
polistirolo o altro materiale.
B) Codice locale di procedura
Poiché
le condizioni variano da una località all'altra, ogni organizzazione dovrebbe
mettere a punto e rendere noto un prontuario locale che dovrebbe comprendere:
Una mappa del bacino remiero evidenziando le regole di navigazione vigenti con
eventuali rischi e restrizioni. Ulteriore attenzione deve essere rivolta a
qualsiasi cambiamento delle normali procedure dovute al variare della marea,
dei corsi d'acqua, ai venti o ad altre condizioni climatiche. Avvisi di
sicurezza locali dovrebbero ricordare costantemente che la sicurezza deve avere
la priorità.
C) Responsabilità Personali
1)
Generali.
Tutti
coloro che praticano il canottaggio, compreso i timonieri, dovrebbero ricevere
da istruttori qualificati istruzioni adeguate riguardo la tecnica e le regole
di voga, compreso esercitazioni di rovesciamento. Nessuno dovrebbe mettere se
stesso e gli altri a rischio quando si trova in acqua. Questo è rivolto in modo
particolare ai principianti, ai Ragazzi e agli Juniores.
Incoraggiamenti
e suggerimenti dovrebbero essere rivolti a tutti gli atleti così che siano in
grado di poter offrire assistenza durante le procedure di rianimazione, meglio
se dopo aver seguito corsi specifici. In modo particolare viene richiesto che
il Responsabile della Sicurezza e gli allenatori siano preparati e abbiano
seguito a loro volta corsi specializzati.
Le
attività di canottaggio dovrebbero essere coordinate insieme ai frequentatori
abitudinari dei vari specchi d'acqua così da minimizzare i conflitti
d'interesse e quindi la possibilità di eventuali rischi aggiuntivi.
Dovrebbe
essere istituito un archivio per la documentazione e la registrazione dei
piccoli incidenti al quale fa capo il Responsabile della Sicurezza o l'autorità
più alta in materia, dove tutti gli incidenti siano registrati per poter
eventualmente essere riesaminati in seguito. Queste informazioni dovrebbero
essere trasmesse alle autorità regionali e nazionali per una panoramica
complessiva riguardante la sicurezza nello sport.
2)
Vogatori e
Timonieri.
Ogni
vogatore e timoniere che esca in acqua ha il dovere di rispettare le locali
regolamentazioni e quelle che riguardano la circolazione in acqua. Essi debbono
essere in buone condizioni di salute, vestiti adeguatamente secondo le presenti
condizioni e quelle eventuali. Tutti i vogatori e i timonieri dovrebbero essere
in grado di nuotare per 50 metri vestiti e sostenere una prova di nuoto sia
sott'acqua che in superficie. Una persona che non abbia i requisiti richiesti o
non sia in grado di superare il test per ragioni fisiche o altro, dovrebbe
indossare un giubbotto di salvataggio ogni volta che esce in barca. In caso di
caduta in acqua,è fondamentale rimanere aggrappati alla barca non nuotare verso riva. La vostra barca
anche se seriamente danneggiata è la vostra scialuppa di salvataggio.
I
timonieri dovrebbero ricevere istruzioni complete sulla maniera di maneggiare
una barca, tutte le procedure attinenti la sicurezza e come una barca vada
trattata. Ad un timoniere inesperto dovrebbe essere permesso di uscire fuori in
barca solo se seguito da un allenatore esperto, preferibilmente l'allenatore
responsabile dell'equipaggio. I timonieri devono inoltre avere familiarità con
le regole di navigazione.
3)
Allenatori
Gli
allenatori devono essere responsabili per tutto ciò che a loro compete e devono
dare prova di essere informati riguardo le procedure di sicurezza e attenersi
ad esse. Devono inoltre valutare le condizioni ambientali e determinate se sia
garantita la sicurezza degli atleti in acqua.
D) Allenamenti in acqua.
1)
Generale.
La
presenza di un allenatore che segue gli equipaggi in acqua garantisce di gran
lunga maggior protezione e sicurezza rispetto ad un allenatore che segue gli
allenamenti in bicicletta da terra. L'allenatore deve guidare il proprio mezzo
nautico con cautela tenendo sempre presente la sicurezza di coloro a bordo e
gli effetti che la sua guida può avere sugli altri naviganti.
2)
Istruzioni
per i conducenti di mezzi nautici.
Condurre
una barca a motore senza conoscerne le istruzioni può mettere a rischio il
conducente stesso, i passeggeri e gli altri naviganti. Le società di
canottaggio devono assicurarsi che conducenti non esperti escano in acqua
accompagnati da conducenti esperti fino a che non abbiano acquisito il pieno
controllo del mezzo.
La
maniera in cui i mezzi a motore sono condotti può creare inutili problemi agli
altri naviganti. Eccessivi sciabordii e onde provocano condizioni difficili e
possono essere causa di incidenti alle imbarcazioni piccole. La guida
sconsiderata causa spesso danni alle barche ormeggiate e ai pontili. Se vengono
usati mezzi a motore per gli allenamenti, per i salvataggi e per altri scopi
sullo stesso specchio d'acqua, occorre che gli allenatori/conducenti siano
consapevoli degli effetti provocati delle scie, loro corrono il rischio che
assicurando la dovuta assistenza ai propri equipaggi, il loro modo di guidare
possa rendere l'acqua impraticabile.
3)
Requisiti dei
mezzi nautici per gli allenamenti.
Tutti i mezzi nautici per seguire gli allenamenti e i mezzi addetti alla sicurezza devono essere equipaggiati con:
·
Pompa
aspirazione dell'acqua, e battello autogonfiabile completo.
·
Un segnalatore
acustico in grado di essere udito ad una distanza non inferiore a metri 200.
·
Una corda di
salvataggio non inferiore a metri 15 dotata di un grosso nodo ad una estremità
adatto al traino. Sempre a tale scopo si consiglia una corda munita di borsa
autogonfiabile.
·
Coperte
termiche per ridurre i danni provocati da vento e freddo e prevenire
l'ipotermia. Usate soltanto materiali appropriati, non coperte di lana che
assorbono semplicemente l'umidità senza rilasciare calore. In sostituzione di
quanto sopra menzionato è possibile usare coperte di polietilene adattate allo
scopo che garantiscono un ottimo rilascio di calore, tutto questo in attesa di
poter fornire un trattamento più adeguato.
·
Boe e
giubbotti di salvataggio. Sono essenziali quando si trovino in acqua diverse
persone e si abbia a disposizione soltanto un mezzo di salvamento che può
soccorrere una persona alla volta.
·
Una valigetta
di pronto soccorso equipaggiata e controllata precedentemente e regolarmente.
·
Un coltello
affilato munito di guaina.
·
Una pagaia.
·
Una maniglia
che sia fissata sul lato del mezzo per aiutare i ripescati e tutti coloro che
dovessero cadere in acqua.
·
Un motore
marino.
·
Corda munita
di ancora.
4)
Condizioni di
scarsa visibilità.
Ogni
qualvolta sia necessario effettuare uscite di allenamento in condizioni di
scarsa visibilità il mezzo dell'allenatore deve avere a bordo un lampeggiatore
a prova d'acqua e un sistema di segnalazione acustica da usare per richiedere
assistenza. Il mezzo deve essere dotato di luci di posizione secondo le
normative vigenti.
5)
Giubbotti di
salvataggio.
E'
consigliabile che giubbotti di salvataggio siano sempre indossati da tutti
coloro che si trovano a bordo dei mezzi nautici siano essi addetti
all'allenamento o non. In modo speciale quando si trovino in mare aperto o
molto lontani dalla riva. I giubbotti che vengono gonfiati personalmente da
coloro che l'indossano devono essere indossati già parzialmente gonfiati.
Quelli autogonfiabili devono essere controllati ad intervalli regolari come
suggerito dalle case costruttrici.
6)
Manutenzione
dei mezzi nautici degli allenatori.
La
manutenzione del mezzo nautico e del suo motore è essenziale poiché eventuali
guasti creerebbero seri problemi. A bordo dovrebbe trovarsi una cassetta con
gli attrezzi necessari che dovrebbe essere sempre asciutta e controllata
regolarmente. Una tanica di carburante di riserva è anch'essa essenziale. E'
saggia precauzione verificare che il motore sia ben fissato al mezzo ogni volta
che lo si debba usare.
7)
Caratteristiche
mezzo nautico per l'allenatore.
La
scelta del mezzo nautico a motore, le sue dimensioni e la forma del suo scafo
deve essere supportato da un motore adeguato al lavoro che deve svolgere e al
carico che deve sopportare. In modo particolare, i mezzi per seguire gli
allenamenti su fiumi o specchi d'acqua chiusi devono essere progettati in modo
da poter seguire gli equipaggi in allenamento ad una velocità tale da non
creare onde che renderebbero le acque impraticabili per chiunque altro, e che
possono causare danni alle banchine o altro.
E)
Verbale di incidente
Il
verbale di incidente deve essere archiviato e messo a disposizione per
qualsiasi lettura eventualmente richiesta. Tale verbale deve fornire natura e
luogo dell'incidente, danni e ferite subite, nomi e indirizzi dei testimoni. I
verbali dovrebbero essere messi a disposizione delle proprie autorità nazionali
ove richiesto.
III Istruzioni per eventuale congelamento e
ipotermia.
A)
Origine.
La
maggior parte degli esperti di ipotermia da immersione e possibili annegamenti
causati dall'acqua fredda dichiarano che queste condizioni si possono
verificare quando la temperatura dell'acqua scende al di sotto di 20°. E'
inoltre provato che temperature più fredde aumentano il ritmo di raffreddamento
corporeo facendo innalzare il rischio di shock termico e rendendo la vittima
incapace di nuotare. La maggior parte di coloro che muoiono per annegamento
soccombono durante i primi momenti. Ciò è causato da una vasta gamma di
risposte psicologiche negative tra queste asfissia, iperventilazione, rapido
raffreddamento corporeo periferico con conseguente calo delle capacità
respiratorie.
Una
adeguata preparazione e prevenzione sono essenziali per prevenire gli effetti
causati dall'acqua fredda. Oltre a questo si dovrebbero effettuale esercitazioni
di emergenza con tutto l'equipaggiamento occorrente. L'acclimatizzazione al
freddo si è dimostrata utile per diminuire le risposte psicologiche negative.
B)
Indicazioni
1)
Condizioni
Le
condizioni ambientali dovrebbero essere monitorate, incluse la temperatura
dell'acqua, il vento, le precipitazioni e le condizioni dell'acqua e dovrebbe
sempre essere garantita la sicurezza come precedentemente scritto al punto 3
sopra menzionato.
2)
Abbigliamento.
Abbigliamento
protettivo dovrebbe essere indossato a seconda delle condizioni meteorologiche.
Lo scopo è quello di proteggere il corpo e mantenerlo sempre asciutto e isolato
dagli sbalzi temici.
3)
Precauzioni.
Quando
la temperatura dell'acqua è sotto i 10° e quando le condizioni ambientali lo
giustificano, speciali precauzioni di sicurezza devono essere attuate. Queste
precauzioni includono:
·
Personale che
informi tutti coloro che debbano scendere in acqua.
·
Controllori
che verifichino che tutti i membri degli equipaggi abbiano l'equipaggiamento di
galleggiamento o giubbotto di salvataggio della propria misura, oltre ad un
segnalatore acustico, e se dopo il tramonto o prima dell'alba le luci di
posizione come descritto nelle Norme di Navigazione.
·
Si ritiene
inoltre opportuna la presenza di un mezzo di soccorso equipaggiato come sopra
citato, con a disposizione giubbotti di salvataggio della giusta misura per
ogni membro di tutti gli equipaggi ai quali viene posta assistenza.
L'ipotermia
avviene quando tutto il corpo viene raffreddato e portato ad una temperatura al
di sotto di 35° rispetto alla temperatura corporea che di solito si aggira
intorno ai 37°. Questo dovrebbe essere evitato a tutti i costi.
· "Vestiti per contrastare il
freddo". Gli indumenti a strati sono più efficaci rispetto ad un solo
indumento caldo. L'ultimo indumento indossato dovrebbe essere a prova di acqua
e vento.
· Non assumere alcol in condizioni di
basse temperature. L'alcol come erroneamente creduto non trattiene il calore ma
ne aumenta la dispersione.
· Attenzione ai campanelli di allarme del
freddo sia riguardo voi che gli altri.
· Gli allenatori dei più giovani devono
essere particolarmente consapevoli dei rischi a loro carico che il freddo può
causare ai propri atleti. Il rischio è più elevato quando braccia, gambe e
testa sono esposti al freddo.
Se
una persona cade in acqua fredda, il suo corpo disperde il calore velocemente.
Per ridurre questa dispersione la vittima deve mantenere i suoi vestiti indosso
ad eccezione di indumenti pesanti o stivali che potrebbero trascinarlo a fondo.
Un
immersione improvvisa in acqua fredda può avere un effetto scioccante che
interrompe il ritmo respiratorio riducendo le capacità natatorie e rendendo la
persona inerme, confusione e inabilità a rispondere a semplici istruzioni sono
segni evidenti.
Quando
si sospetta un caso di ipotermia: Cercate di prevenire un ulteriore dispersione
di calore corporeo e cercate di riscaldare la vittima. Richiedete
immediatamente aiuto. L'ipotermia è una seria emergenza medica sia che il
paziente abbia perso i sensi o no.
Se
la vittima è conscia dovrebbe venire riscaldata sotto attenta osservazione.
Se
la vittima è svenuta deve ricevere assistenza medica il prima possibile.
Seguire le istruzioni come spiegato nel paragrafo Rianimazione.
D)
Sintomi e segnali di ipotermia.
Quelli
che seguono sono i sintomi più evidenti di ipotermia, ma non sempre possono
essere presenti.
·
Comportamento
irragionevole e inaspettato accompagnato talvolta da disturbi correlati al
freddo e alla stanchezza.
·
Apatia
mentale e fisica con incapacità di rispondere a domande e ordini.
·
Modo di
parlare confuso.
·
Linguaggio e
azioni violente inaspettate, inizio di non collaborazione.
·
Accecamento e
anomalia visive.
·
Contrazioni
nervose.
·
Perdita del
controllo degli arti, barcollamento e indolenzimento, crampi.
·
Shock generale
con pallore e presenza di labbra e unghie livide.
·
Calo delle
pulsazioni, respiro affannoso e tosse.
Una
situazione molto pericolosa si corre quando una persona che sia stata a lungo
in acqua, viene tirata fuori. Si devono prevenire ulteriori perdite di calore.
La vittima dovrebbe essere messa al riparo dal vento e dalla pioggia ove sia
possibile. Il riscaldamento deve essere effettuato come riportato:
·
Avvolgere la
vittima in una coperta termica.
·
Una o più
persone si devono sdraiare corpo a corpo con la vittima.
·
Alimentare la
vittima con bevande calde (se conscia) ma evitare l'alcol.
LA
PREVENZIONE E' SEMPRE LA MIGLIORE GARANZIA.
E)
Rianimazione
Perché
sia efficace, la rianimazione deve essere praticata al più presto, anche quando
il paziente si trovi ancora in acqua. Se questo non viene fatto
sopraggiungeranno entro pochi minuti danni irreversibili o addirittura la
morte. Molte migliaia di vite sono state salvate da semplici cittadini che
sapevano cosa dover fare e che hanno avuto il coraggio di farlo in momenti a
dir poco drammatici.
Il
salvamento di una vita durante una emergenza medica dipende essenzialmente
dalla prontezza e abilità della messa in pratica del manuale di rianimazione
A.B.C. (Airway / Breathing / Circulation).
A)
Ventilazione.
B)
Respirazione.
C)
Circolazione.
Dovendo
soccorrere una persona svenuta.
1)
Introduzione.
Stabilire
che non vi siano pericoli per se stessi o per la vittima. Se viene avvistato
qualcuno in difficoltà in acqua, NON TUFFARSI PER CERCARE DI ANDARGLI VICINO.
E' difficile che il soccorritore possa coordinare l'emergenza in queste
condizioni senza correre rischi in prima persona. Volendo muovere la vittima
ricordate che potrebbe avere ferite al collo o alla schiena che necessitano
attenzioni particolare.
·
Cercate
qualcosa al quale possa aggrapparsi per poter uscire dall'acqua - un bastone,
una corda, indumenti.
·
Sdraiatevi
per evitare che anche voi stessi siate trascinati in acqua.
·
Se siete
impossibilitati a raggiungere la vittima, lanciategli qualsiasi oggetto
galleggiante, un pallone, una bottiglia di plastica dove lui possa aggrapparsi,
poi chiedete aiuto.
·
Se vi trovate
a bordo di un mezzo di salvataggio avvicinatevi alla vittima con cautela, se
possibile.
DOPO AVER RIPESCATO LA VITTIMA CHIAMATE
IMMEDIATAMENTE AIUTO.
2)
Accertarsi
delle condizioni del paziente.
Reazioni
- Verificate le sue reazioni urlandogli a voce alta "VA TUTTO BENE?"
Scrollandogli le spalle. Se il paziente non risponde, se non respira e se non
si percepisce il battito cardiaco: Lasciate immediatamente il paziente e
chiamate aiuto. Ritornate dal paziente e iniziate a rianimarlo.
a)
Respirazione.
Controllate
le vie respiratorie - Rimuovete eventuale sangue, vomito, denti persi e protesi
rotte, ma lasciate i denti sani fissi al loro posto.
b)
Aprite
le vie respiratorie.
Il
soccorritore dovrebbe posizionare due dita al di sotto della punta del mento,
sollevare la mascella e allo stesso tempo posizionare il palmo dell'altra mano
sulla fronte del paziente. Mantenere la testa premuta indietro e le vie
respiratorie si apriranno.
c) Controllo
della respirazione.
Il
soccorritore dovrebbe posizionare il suo orecchio sopra la bocca del paziente
guardando in basso in direzione del torace.
·
Cercate di
percepire il rumore del respiro.
·
Cercate di
percepire movimenti che rivelino la respirazione.
·
Cercate di
individuare abbassamenti e sollevamenti del torace.
d) Circolazione
sanguigna.
Controllate
la presenza di pulsazioni tastando l'arteria carotidea. L'arteria è posizionata
ai lati della laringe.
Se
il paziente non mostra segni di vita - vi è assenza di respirazione e ritmo
cardiaco - lasciate subito il paziente e andate a cercare un telefono per
richiedere aiuto. Tornate dal paziente e iniziate la rianimazione.
Se
il paziente non si rianima, non respira ma le pulsazioni sono presenti
procedete con la respirazione bocca a bocca per 10 volte, quindi lasciate il
paziente e richiedete telefonicamente aiuto (in alcune nazioni ci sono numeri
speciali di emergenza come il 118 in Italia). Ritornate dal paziente,
controllate polso e respirazione e continuate a rianimarlo.
Se
il paziente non reagisce ma respira ed è possibile percepirne il battito
cardiaco voltatelo su di un lato nella posizione di recupero.
e) La posizione di recupero.
Inginocchiatevi
al lato del paziente. Afferrategli il braccio più vicino a voi e posizionatelo
a 90° rispetto al suo corpo, gomito piegato e palmo della mano allungato e
volto verso l'alto. Afferrate l'altro braccio e posizionatelo in modo che il
palmo della mano vada a toccare la guancia. Piegate il ginocchio più lontano a
voi a 90° mantenendo il piede piatto al suolo. Sorreggetegli la mano sulla
guancia e con calma e delicatezza voltatelo con un solo movimento sul lato
opposto a voi. Sistemategli l'altra parte del corpo con la gamba sollevata a
90° e assicuratevi che le vie respiratorie siano libere, inclinandogli la testa
e sollevandogli il mento.
3)
Procedure di
rianimazione.
Questa
è la procedura di ventilazione artificiale praticata tramite la respirazione
bocca a bocca e per il massaggio cardiaco effettuato comprimendo il petto.
a)
Respirazione
bocca a bocca.
Sdraiare
il paziente sulla schiena. Inginocchiarsi accanto alla testa del paziente e
aprire le vie respiratorie sollevando la testa e il mento. Aprire la bocca del
paziente tenendo chiuse le sue narici. Aprite la vostra bocca, inspirate
profondamente, sigillate la vostra bocca a quella del paziente e espirate
lentamente all'interno del paziente.
Osservate
un innalzamento del torace del paziente come se avesse fatto un respiro
profondo 1-2 secondi. Togliete la vostra bocca da quella del paziente e
aspettate che il suo torace si riabbassi nuovamente (4 secondi). Fate 2 atti
respiratori.
Se
la respirazione bocca a bocca fosse difficile da praticare, controllate e liberate
le vie respiratorie. Se la respirazione del paziente viene ripristinata può
sopraggiungere vomito, mettete il paziente nella posizione di recupero.
b)
Respirazione
bocca a naso.
Se
la respirazione bocca a bocca non da esiti positivi un alternativa per fornire
aria al paziente è la respirazione bocca a naso. Con il paziente sempre
posizionato nella stessa posizione come sopra descritto, sigillate la vostra
bocca fermamente intorno al naso del paziente e espirate con calma aria
all’interno del paziente. Assicuratevi che sigillando la vostra bocca al naso
del paziente, l’aria affluisca al suo interno.
Osservate
che il torace del paziente si sollevi come se avesse inspirato
profondamente 1 - 2 secondi.
Togliete
la vostra bocca dal naso del paziente e lasciate che il torace del paziente si
riabbassi (4 secondi). Fate la respirazione 2 volte.
c)
Massaggio
cardiaco esterno.
Adagiate
il paziente sulla schiena e inginocchiatevi di fianco al suo torace.
Posizionate l’estremità inferiore del palmo della vostra mano in corrispondenza
della parte inferiore dello sterno. Posizionate l’estremità inferiore del palmo
dell’altra vostra mano sulla precedente. Con le braccia tese e le mani sul
torace contemporaneamente, spingete sullo sterno comprimendolo di 4-5 cm, poi
rilasciata.
Comprimete
il torace costantemente 15 volte ad un ritmo di circa 80 compressioni al
minuto. Dopo aver effettuato 15 compressioni fate 2 applicazioni. Continuate le
compressioni e le ventilazioni finche non sopraggiungono i soccorsi. Tenete
sempre sotto controllo il battito e la respirazione del paziente finche non
siano giunti i soccorsi.