A.N.A.C.C. – Gruppo di Trieste
La versatilità e l’assertività
di Duilio Tedesco, con la collaborazione della dott.ssa Nicoletta Lucatello , titolare dello sportello di psicologia del C.O.N.I. provinciale di Trieste.
Nel mondo moderno si sente parlare di applicazioni psicologiche in quasi tutti i settori e dal
commercio alla politica si conosce il metodo della versatilità e dell’assertività e, possibilmente, lo si applica.
Scientificamente derivano dalla prossemica, che è una tecnica di catalogazione e applicazione del nostro modo di interloquire e porgere l’informazione. In pratica diventa un buon metodo per avere un costruttivo dialogo con il nostro interlocutore. Concettualmente la versatilità è la capacità di riconoscere la personalità (stile sociale) dell’ interlocutore e il conseguente nostro adattamento. L’ assertività è la capacità di entrare in sintonia con il nostro interlocutore per ottenere il massimo Feed-back.
Vi è mai capitato di dover pensare a come affrontare una persona in modo che accetti le vostre proposte per raggiungere determinati obiettivi che vi siete prefissati ( un programma di allenamento, gli obiettivi societari e il relativo budget, ecc.) ?
Per quanto soppesato, valutato e documentato, il problema può essere spesso quello di riuscire a creare un certo feeling con l’altra persona, e quindi produrre una sinergia con la creazione
di un feed-back elevato.
Incominciamo dapprima ad addentrarci nella costruzione della struttura dei bisogni e dell’ Io
che ognuno ha in sé, senza peraltro dimenticare gli influssi dell’habitat, del livello sociale, delle possibilità economiche, dello stato di salute, del livello intellettivo, cioè del proprio STATUS.
Comportamenti

Pensieri
Valori

Senza
poter soddisfare questi bisogni, l’uomo muore.
Più difficoltà ci sono in questo settore, minori sono gli
Bisogni primari altri bisogni e di conseguenza; i comportamenti, i valori
e
i pensieri sono limitati al soddisfacimento dei bisogni
primari.
Bisogni culturali
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Nel
lavoro si ha necessità di trovare le
motivazioni
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Bisogni dell’apparire che sfociano nella ricerca ( non pretesa )
delle
gratificazioni.
Bisogni dell’essere
In un gruppo di lavoro esiste una Leadership e dei collaboratori. Il peso delle decisioni è improntato alla personalità ( stile sociale ) e non al Ruolo dei vari soggetti. La personalità è invece influenzante nella Leadership. Vediamo il seguente schema:
Leadership Leadership
Centrata sul dirigente Centrata sui collaboratori
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![]()
Autorità del
dirigente
Area discrezionale
dei
collaboratori
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![]()
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Il
dir. prende la Il dir. vende la Il dir.presenta le Il dir. presenta la Il
dir. presenta il Il dir.
stabilisce Ildir.permette
decisione
e la propria deci- proprie idee ed propria decisione problema:racco- i limiti; chiede ai collaborato
rende
nota. sione ai
invita ad un in forma non
de- glie suggerimenti; al gruppo di ri
di decidere
collaboratori. dibattito. finitiva e suscetti- prende la decisio- prendere la entro
i limiti
bile di modifica. ne. decisione. fissati.
Nella figura
a sinistra a
destra
Prevale la persona del dirigente Si
pone l’ accento sui collaboratori
I suoi interessi Sui
loro interessi
Il suo modo di vedere le cose Sui loro
punti di vista
Le sue reazioni Sulle
loro reazioni
Ora entriamo sulla schematizzazione di due interlocutori, tra i quali c’è sempre un modo di
parlare e un modo di intendere:

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![]()

Disturbi
F Messaggio R
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![]()
![]()
Cos’hai
capito?
Feed-Back
Nel nostro tipo di attività, siamo sollecitati dall’ esterno dagli:
A) EVENTI e dopo la loro analisi e valutazione, si arriva a delle:
B) CONVINZIONI e la valutazione di queste da parte degli altri porta a delle:
C) REAZIONI
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Le
convinzioni diventano quindi Responsabilità
Le reazioni tendono al Self Control che è un modo di
gestire se stessi.
Ora, questo modo di autogestirsi, determina quello che è lo STILE SOCIALE di una persona.
Lo stile sociale:
Dopo le precedenti analisi, siamo in grado di affermare che si possono aumentare la base
concettuale e le capacità utili ai fini della presentazione delle nostre proposte. Per essere
veramente versatili, dobbiamo saper adattare le nostre proposte a ciascun interlocutore,
personalizzandole se necessario, anziché basarle su presupposti generali o affrettati, pur di
concludere il rapporto e il dialogo.
Dapprima abbiamo la tendenza al controllo sugli altri, influenzando le opinioni e le
azioni altrui, nella misura in cui la percepiscono gli interlocutori.
Ci sono due tipologie di persone,
quelle che tendono a: e quelle che tendono a:
DOMANDARE AFFERMARE
La PERSONA
Osserva e ascolta oppure Orienta ed afferma
Agisce ponderatamente “ Agisce rapidamente
Minimizza i propri rischi “ Si assume i rischi
Ha bisogno di essere accettata “ Ha bisogno di mettersi in vista
Gioca di rimessa “ Prende l’ iniziativa
Suggerisce “ Esige
C’è poi la tendenza a controllare la manifestazione delle proprie emozioni, interagendo con gli altri così come essa viene percepita.
La
persona: CONTROLLARE
Maschera le emozioni
Controlla l’ espressione
Si basa sui fatti
Mostra un comportamento riflessivo
Reagisce con cautela
Richiede reazione
La persona:
Comunica le sensazioni
Si esprime liberamente Usa l’ intuizione
Mostra un comportamento impulsivo
Risponde spontaneamente
Richiede collaborazione
ESTERNARE
Siamo riusciti così a raccogliere la sintesi degli Stili Sociali. Ora elaboriamo tutto ciò per schematizzare la Matrice degli stili, dimensionando quindi le diversità tra le persone o la loro
stessa diversità comportamentale, a seconda delle varie condizioni di stress.
Abbiamo quindi queste varianti tra:
CONTROLLATO
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INTERROGATIVO AFFERMATIVO
ESTROVERSO
In questi quadranti si inseriscono quindi gli stili delle persone, che vengono così definite:
CONTROLLATO
Stile Stile
Analytical Driver
INTERROGATIVO AFFERMATIVO
Stile Stile
Amiable Expressive
ESTROVERSO
Vedremo ora alcune essenziali reazioni e atteggiamenti sui quattro fondamentali (e non assoluti) tipi di stile:
Considerano i fatti

Bassa propensione al rischio Alta
propensione al rischio



(
Posso avere ? ) Leader Cooperativo Rapido
Lento e valutativo Voglio
Analytical Driver
?Fuggono Attaccano!
Amiable Expressive


Considerano la persona
Evidenziamo un particolare di contrasto tra due stati sociali specifici : con ulteriore sollecitazione ( stress )

Fugge
Driver
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Amiable
Attacca
Dopo aver analizzato come possiamo capire gli Stili Sociali, entriamo nell’ utilizzo delle nozioni sinora recepite, sulla Formulazione di una Proposta.
La formulazione della proposta:
A seconda dello Stile Sociale, quando si vuole Formulare una Proposta, per ottenere risultati
positivi, si dovrà costruire una Progettazione e una Formulazione che racchiuderanno in sé la presentazione adeguata della proposta stessa alla persona ( o alle persone ) a cui ci si rivolge.
Presentazione della proposta: 1) Enunciazione adeguata allo Stile Sociale dell’interlocutore
( Udito )
2) Sostegno con il materiale tecnico adeguato allo Stile Sociale
( Vista )
Sollecitare la conclusione: Valutare la risposta ( comprensione dello Stile Sociale ) e le OBIEZIONI.
Implementazione: Concludere, REALIZZARE.
Le attese degli Stili Sociali
Il top dei risultati si otterranno soddisfacendo le attese dei differenti Stili Sociali rispetto alla presentazione della proposta.
Stile Amiable:
1) Definire per iscritto accertandovi che l’Amiable comprenda:
- ciò che potete fare per contribuire al raggiungimento dei suoi obiettivi personali
- quali saranno i vostri contributi e quale sarà il contributo che egli sente di dare
- le risorse che intendete impegnare a supporto del progetto.
2) Fornire una soluzione chiara con la massima rassicurazione che questa sia la migliore, e
che non occorra vagliarne altre.
3) Chiedere all’ Amiable di coinvolgere la persona ( se c’è una persona ) alla quale spetti la
responsabilità della decisione finale.
4) Soddisfare le sue esigenze di “ sicurezza “:
- dimostrando che la vostra soluzione è la migliore attualmente e nel prossimo futuro.
- usando referenze e testimonianze di altre persone .
Stile Analytical:
1) Fornire per iscritto una proposta dettagliata delle vostre “ raccomandazioni “, accertandovi di presentarle personalmente.
2) Accertarsi che la proposta contenga la migliore giustificazione dei contributi ( o dispendi, costi o altro ). Esporre chiaramente tutti i dati e come sono stati calcolati.
3) Dare alla proposta un’ impostazione organica, sistematica e precisa.
4) Se non si è in grado di rispondere a un’ obiezione specifica, assicurarlo che sarà vostra premura trovare la risposta e che sarà comunicata.
5) Essere controllati ma non freddi, decisi ma non aggressivi.
6) Limitare il ricorso agli appelli emotivi e non citare altri “ utilizzatori “ della vostra proposta
( ne perderebbe la sua originalità ) come evidenza della sua validità.
7) Raccomandare un piano d’ azione specifico.
8) Dare l’ opportunità di rivedere tutta la documentazione inerente la proposta.
Stile Driver:
1) Presentare le vostre “ raccomandazioni “ in modo tale che il Driver possa confrontarle con
soluzioni alternative, con i probabili risultati di queste.
2) Fornire opinioni documentate.
3) Porre in evidenza il rapporto costo/risultati.
4) Essere specifici ed oggettivi senza esagerare con i dettagli.
5) Appellarsi al suo bisogno di indipendenza e di stima, appoggiando la sua preferenza ad agire
in modo diretto.
6) Riassumere brevemente il contenuto della vostra proposta, quindi lasciare che “decida”quale tipo di azione intraprendere.
Stile Expressive:
1) Fornire per iscritto soluzioni specifiche del problema secondo i suoi progetti.
2) Fornire elementi affinché abbia fiducia nella vostra capacità di proporre soluzioni adeguate,
senza pressare con i dettagli.
3) Non affrettare la discussione: dare tempo per la ricerca di modi creativi/alternativi per attuare le idee.
4) Rispondere alla sua esigenza di essere apprezzato sul piano personale.
5) Tentare di ottenere un impegno scritto per le azioni da intraprendere.
P.S.
Mi sono dilettato a inoltrarmi in un
campo inusuale e poco conosciuto dai canottieri, cercando di essere chiaro,
sintetico e schematico (altrimenti,diventava un trattato e non un compendio).
Da questi schemi comunque si può conoscere e comprendere il modo con cui il
prossimo si presenta, agisce e reagisce. La conoscenza delle catalogazioni ci
farà agire porgendoci e non
imponendoci.
Porgersi agli altri magari con irruenza ma mai con arroganza e peggio ancora con supponenza. Questo perché sono convinto che un buon rapporto nella comunicazione tra le persone, sia prodromo di civiltà e democrazia vera, indipendentemente dallo stile sociale e dal livello culturale.
Per i tecnici e gli atleti, ormai oltre alla preparazione tecnica e fisica, è necessaria la conoscenza della preparazione mentale. Questo compendio ha lo scopo di dare una visione generale su come è possibile applicare la psicologia allo sport.
Bibliografia:
Scuola dello Sport n° 3
La dimensione nascosta di T. Hall ( Bompiani )
Supporto della tecnica applicativa ISVOR ( Wilson Learning )