Caro Antonio,

 

ancora una volta mi sono reso conto che le società sportive sono gestite da individui che con la loro presunzione, arroganza e senza alcuna esperienza sportiva, distruggono il lavoro degli atleti e allenatori.
Il giorno 29.01.07 il Presidente e il D.Sportivo della S.C.Irno, Dott.A.Sansone e il Dott. G.Pisano mi hanno senza alcun preavviso comunicato che il rapporto di lavoro del sottoscritto era terminato.
Ovviamente ho chiesto la motivazione,e candidamente mi hanno riferito che a causa della vertenza di lavoro del sottoscritto nei confronti della mia ex società C.R.V.Italia di Napoli per salvaguardare i rapporti fra le due società era il caso interrompere il rapporto di collaborazione.
Ebbene mi sono chiesto: la C.Irno era a conoscenza della vertenza già all'inizio della mia avventura a Salerno,come mai a distanza di cinque anni hanno partorito tale decisione?
E' giusto e corretto comportarsi in questo modo a stagione inoltrata?
Non era il caso prendere tale decisione all'inizio o alla fine della stagione agonistica?
Ha un lavoratore il diritto di salvaguardare i propri interessi quando viene calpestato?
C'è sempre da imparare, e approfitto per lanciare un messaggio al nostro amico Ademollo che con il ripristino dell'Associazione Dirigenti cerchi di far capire ai cari Dirigenti Italiani che gli attori principali del nostro sport sono esclusivamente gli atleti, i quali con i loro sacrifici e rinunce danno a tutti noi la possibilità di gioire e pertanto i problemi personali e le lotte politiche, interne alle società non possono e non devono influire negativamente nei confronti di coloro che praticano lo sport per passione.

Francesco Noio