MELANDRI, FIOR DI MINISTRO

Che i tempi fossero più che maturi lo si capiva da parecchio. Ma le lentezze burocratiche e le infinite pastoie non avevano mai permesso che si potesse arrivare così vicini alla meta agognata:

LO SPORT GESTITO DA CHI LO FA.

Ci sembrava di impazzire: quando suggerivi una cosa semplice, chiara, evidente, ti ridevano in faccia.Ti prendeva dentro un magone quando, volendo apportare un contributo fattivo alla crescita del tuo sport, ti sentivi chiudere immancabilmente la porta in faccia.
Proponevi modifiche tecniche ed anche allora i "soloni" ti mettevano da parte.
Negli ultimi tempi eri fortunato se ti concedevano di parlar con loro.

E’ dovuto arrivare il terremoto per far capire che la gestione di un fenomeno così complesso come lo sport, soprattutto quello di alto livello, è cosa talmente difficile che non la si può più affidare a poche persone, per lo più "inesperte" in molte delle discipline che attualmente richiede una carica ai vertici del Coni e delle Federazioni; molte volte a digiuno di capacità e ricchi solo di buona volontà.

Lo sport non poteva lasciar fuori gli atleti ed i tecnici per il solo fatto che sono essi i veri protagonisti. E dunque ascoltare le loro ragioni era il minimo che si dovesse fare.

Eppure solo il fenomeno doping e il ciclone Totocalcio è riuscito là ove la ragionevolezza e la saggezza non erano arrivati.

E c’è voluta una donna, una donna nemmeno sportiva, per capire e porre a soluzione il problema.

La RIFORMA MELANDRI tocca nel vivo certe questioni:

  • Giunta CONI composta da membri CIO e da dieci rappresentanti delle federazioni di cui tre scelti obbligatoriamente tra atleti e tecnici.
  • Il Parlamentino Coni sarà formato dal Presidente (1), dai componenti la Giunta (11 ), membri CIO (4), componenti del Consiglio Nazionale (39 Presidenti più due atleti), quattro rappresentanti per ciascuna federazione sportiva, di cui almeno un atleta e almeno un tecnico. Il totale di 209 grandi elettori vedrebbe in lizza 78 tra atleti e tecnici (un terzo).
  • In altra parte del provvedimento si ribadisce che " il numero degli atleti e dei tecnici presenti nel Consiglio deve essere non inferiore al 30 per cento."

Non è detto che il progetto passi così com’ è ora. Molti certamente si augurano che si ritorni alle nebbie del passato, noi auspichiamo, invece, che possa nel frattempo fare qualche altro passo in avanti.