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MELANDRI, FIOR DI MINISTRO Che i tempi fossero più che maturi lo si capiva da parecchio. Ma le lentezze burocratiche e le infinite pastoie non avevano mai permesso che si potesse arrivare così vicini alla meta agognata: Ci sembrava di impazzire: quando suggerivi
una cosa semplice, chiara, evidente, ti ridevano in faccia.Ti
prendeva dentro un magone quando, volendo apportare un contributo
fattivo alla crescita del tuo sport, ti sentivi chiudere immancabilmente
la porta in faccia. E dovuto arrivare il terremoto per far capire che la gestione di un fenomeno così complesso come lo sport, soprattutto quello di alto livello, è cosa talmente difficile che non la si può più affidare a poche persone, per lo più "inesperte" in molte delle discipline che attualmente richiede una carica ai vertici del Coni e delle Federazioni; molte volte a digiuno di capacità e ricchi solo di buona volontà. Lo sport non poteva lasciar fuori gli atleti ed i tecnici per il solo fatto che sono essi i veri protagonisti. E dunque ascoltare le loro ragioni era il minimo che si dovesse fare. Eppure solo il fenomeno doping e il ciclone Totocalcio è riuscito là ove la ragionevolezza e la saggezza non erano arrivati. E cè voluta una donna, una donna nemmeno sportiva, per capire e porre a soluzione il problema. La RIFORMA MELANDRI tocca nel vivo certe questioni:
Non è detto che il progetto passi così com è ora. Molti certamente si augurano che si ritorni alle nebbie del passato, noi auspichiamo, invece, che possa nel frattempo fare qualche altro passo in avanti. |