Marcello Pesce, 31 Luglio 1999: "Santa Melandri... hora pro nobis!"

           

            Dal bellissimo sito della Liguria, navigando navigando, sono approdato a quello dell’ANACC.

            Non vi è dubbio che il nostro Comitato Olimpico avesse necessità di ampie riforme e, con esso, le Federazioni sportive.

            E’ “cosa buona e giusta” che l’ANACC, quale associazione di categoria, abbia salutato con favore l’inserimento dei Tecnici nelle strutture del CONI e delle Federazioni sportive. Permangono in me, fortemente, i dubbi sulla costituzionalità del provvedimento che porterebbe, come già illustrato in miei precedenti interventi, alla confusione tra “controllori” e “controllati” che la Ministro appariva voler escludere dal suo progetto.

Nel canottaggio, esiste già una struttura tecnica inserita nelle nostre carte federali; si tratta della Commissione Tecnica il cui presidente siede in Consiglio Federale e partecipa alle decisioni di carattere tecnico.

La mia personale convinzione è che l’ANACC, quale associazione di categoria,   debba prevalentemente occuparsi, con caratteristiche sindacali, della problematica della categoria. L’eventuale presenza di un proprio rappresentante in Consiglio federale, contemporanea a quella della Commissione Tecnica creerebbe, a mio avviso, una certa confusione.

E’ vero quanto dice Morana :

. sulle assenze dai campi di regata degli appartenenti alla categoria dei dirigenti a fronte delle costanti presenze dei tecnici; assenze sempre maggiori con il passare degli anni. Purtroppo la categoria dei dirigenti, dei veri dirigenti, annovera sempre un minor numero di persone qualificate e credo che, in questo campo, un serio programma federale dovrebbe intervenire non già per annullare, semmai per valorizzare i migliori;

. circa le presenze inutili di molti dirigenti federali in occasione delle varie manifestazioni internazionali;

. che, probabilmente, fu il sottoscritto a pronunciare la frase incriminata su un’assemblea dell’ANACC (“…a sì, e quanti erano, quindici, venti ?”); una frase che, tolta dal suo contesto, appare quanto mai infelice ma che rientra nella “personale convinzione” di cui sopra.

E’ altrettanto vero che, durante la mia “carriera” dirigenziale e, segnatamente, quale Direttore sportivo per molti anni della Marina Militare, tutte le decisioni, in ambito tecnico ed anche logistico, sono sempre state prese unitamente ai vari tecnici che, nel corso degli anni, ne sono succeduti alla guida.

E’ giusto quanto afferma l’amico Porcaro (credo sia anche membro della Commissione Tecnica):

.  circa le assurdità denunciate (Festival dei Giovani, quattro Campionati in quindici giorni, misti ai Campionati e quant’altro);

. sull’opportunità che l’ANACC, quale associazione di categoria, per questa nuova formulazione delle regole, cerchi di far eleggere, per il Consiglio Federale, i migliori Tecnici.

Occorre fare un’altra considerazione.  Non esiste un confine netto tra le “categorie”. Sappiamo tutti che in moltissime Società, il dirigente ed il tecnico s’identificano nella stessa persona. Nel mentre non esiste la qualifica di dirigente, vi sono quelle di tecnico, di giudice arbitro e di atleta. La “qualifica” , a mio avviso, non deve confondersi con “l’esercizio”. Ciascuno di noi potrebbe possedere tutte le qualifiche federali applicandosi poi, per l’esercizio, ad una di esse evitando una confusione di ruoli spesso difficile.

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In definitiva, aldilà delle soddisfazioni dei Tecnici, credo che le nuove regole avrebbero dovuto evidenziare, in primis, quali sarebbero state, nel futuro, le forme di finanziamento dello sport in Italia.  Nulla mi risulta ed è allora da presumere che le spese per lo sport dovranno essere ancora sostenute con il gettito dai concorsi pronostici, ovviamente aleatori, come ampiamente dimostrato in questi ultimi anni nel corso dei quali le federazioni hanno dovuto limitare tutta l’attività e gli interventi a favore delle Società.

Qualora, nonostante il nuovo “totoscommesse”, la situazione continuasse a precipitare si rischia che una buona parte delle risorse dovrebbe essere impiegata, più che per l’attività sportiva, per mantenere strutture di carattere prevalentemente burocratico originate dall’applicazione di queste nuove regole.

E, allora, . . . . Santa Melandri . . . . . . . pensaci tu!

                                                                                           - Marcello Pesce -