Verbale Tavola Rotonda sul Canottaggio Giovanile

 

Baldacci presenta la tavola rotonda sui temi del canottaggio giovanile.

Altamura Giuseppe sostiene la totale liberizzazione delle leve dei remi per permettere l’utilizzo delle imbarcazioni a equipaggi di diverse categorie.

Baldacci propone anche di togliere il limite delle 6 ore di pausa da una competizione all’altra, solo per poter gareggiare come seconda gara nelle imbarcazioni di selezione  regionale, con equipaggi formati da tutti gli iscritti, anche i meno dotati fisicamente, e a rotazione gareggino di coppia, pari e dispari, le formazioni sono fatte dal Coordinatore Regionale.

Calabrese Giovanni appoggia la proposta di Altamura, sostenendo che l’importane non è la lunghezza del remo, ma il rapporto che c’è tra leva interna ed esterna.

Milleri Edoardo evidenzia la difficoltà da parte delle società di mandare un tecnico per effettuare le prove al remoergometro nelle classi delle scuole del Remare a Scuola, ed allo stesso tempo come la componente della fatica nel canottaggio, sia prevalente rispetto al divertimento che comunque è presente. Propone quindi di effettuare delle gare di 100 metri, come il progetto originale, senza portarli a 250 metri come la proposta  dei giochi studenteschi appena presentata, per facilitare l’entrata ed il mantenimento degli alunni nelle società, per rendere più graduale e meno traumatico poi il passaggio all’agonismo, organizzando magari anche gare corte in barca con una categoria promozionale scolastica.

Rossi Davide enfatizzando l’importanza del divertimento nello sport e quindi nel canottaggio, racconta la sua esperienza con l’istituzione di un polo polisportivo che comprende anche nuoto e vela.

Di Lucia Luigi dice che fare gare corte è fondamentale in quanto tutti ci riescono a completarle senza subire distacchi abissali i quali demotivano chi li subisce, mantenere invece i ragazzi nelle società, magari con un corso anche non agonistico, e è diventato ormai fondamentale.

Calabrese Giovanni insiste che il canottaggio non è solo fatica, ma anche armonia. Mentre il remoergometro è solo fatica, e le gare di 250 metri sono troppo lunghe. Propone poi di fare gare corte anche in barca.

Grizzetti Paola evidenzia come i ragazzi di statura minuta siano evidentemente penalizzati dall’effettuazione di gare sui 250 metri, invece sui 100 riescono a mantenere il distacco.

Matteoli Luigi si chiede che tipo di canottaggio viene proposto nelle scuole. Racconta di come gli allenamenti si siano appesantiti sia in termini di tempo che di intensità, ed ora è sempre più difficile mantenere gli atleti dopo i 18 anni in società. Considerando poi che anche alcune scuole a Torino stanno comprando i remoergometri, bisognerebbe facilitare l’attività non agonistica, anche perché allargando il numero dei ragazzi che frequentano la società senza fare un allenamento troppo duro, facilita il mantenimento degli atleti.

Baldacci ricorda che lavorare singolarmente non funziona, ma i Comitati Regionali devono collaborare per fare qualcosa di più. Poi bisogna selezionare nelle scuole non solo ragazzi grossi ma anche quelli piccoli in ottica di crescita o sviluppo pl. Propone poi la formazione di tecnici studenteschi specializzati nella propaganda scolastica.

Milleri dice che se i remoergometri vengono comprati dalle scuole è un fatto positivo, ma diventa inutile se nessuno li fa usare. Dice poi di fare un corso agli insegnati di ed. fisica per evitare che i ragazzi si facciano male sui remoergometri. Poi i Comitati Regionali possono acquistare dei remoergometri da destinare alle scuole nelle quali praticassero gli insegnanti che hanno frequentato il corso di aggiornamento.

Simoncini Alessandro racconta i suoi malumori per l’indifferenza delle scuole nell’accettare le proposte della sua società, e comunque le società non sono pronte ad accettare una domanda differenziata di agonistici e non, e non riescono a pagare un tecnico che vada la mattina nelle scuole.

Baldacci ricorda di istituire dei corsi a pagamento anche per aumentare la percezione della qualità da parte dei genitori che dovrebbero pagare.

Matteoli dice che le scuole a Torino hanno cominciato a comprare i remoergometri anche grazie a Torino 2006 ed all’enfasi che la componente educativa dello sport in momenti come questo esercita.

Casula a riguardo dei giochi studenteschi, dice che lui non potrà partecipare per due motivi: innanzi tutto non ha un 4jole e quindi non potrà gareggiare con i ragazzi 86/87, e poi non potrà prendere parte alle fasi regionali, in quanto solo una società è iscritta nella sua provincia, ed il CONI non prevede questa eventualità, escludendolo dalle fasi successive.

Rossi è solidale con Simoncini, infatti anche lui riscontra gli stessi problemi di Pisa ad Ancona. È fondamentale, dice lui, reperire risorse sia finanziarie che umane. Prima di fare un programma, bisogna reperire disponibilità di persone. Un esempio potrebbe essere il genitore dell’atleta non forte, che comunque è appassionato e diventa aiuto dirigente della società. Solo il 6% dei ragazzi del CAS poi rimane nell’agonistica.

Baldacci di nuovo ricorda che è importane scambiarsi le opinioni per vincere tutti quanti.

Ramella sostiene che il problema è che in Italia manca la cultura dell’attività motoria. È lodevole lo sforzo della Federazione per migliorare la sezione agonistica ma deve essere altrettanto forte quello per una parte non agonistica dove i ragazzi oltre che faticare si divertano.

Malgari confronta l’esperienza della Marina a quella di Palermo. Molto diverse in quanto a Sabaudia tutto era più facile rispetto a Palermo. Comunque la domanda di servizi è maggiore dell’offerta. Come CR Lazio poi hanno mandato lettere a tutti i provveditorati agli studi per proporre il canottaggio e le società come attività exrtacurriculare scolastica, ma non hanno mai ricevuto una risposta.

Testo corretto da Fabrizio Malgari

Malgari confronta l'esperienza fatta a Sabaudia molti anni fa, a quella di Palermo.Nella prima aveva a disposizione, grandi spazi con idonee attrezzature per il canottaggioe, e soprattutto più di un istruttore, mentre a Palermo, pur essendo il CC:Telimar un'ottima Societa, non aveva gli stezzi mezzi della MM., pertanto si è dovuto procedere nella scelta dei giovani (10 - 12 anni) più mirate per la ricerca dei talenti. Siamo stati molto oculati nel richiamare più di una volta i soggeti che ci interessavano o coloro i quali non erano assidui nell'allenamento programmato Abbiamo inoltre coinvolto in questa opera genitori ed insegnanti.Tale iniziativa è seguita ogni anno dal C: Telimar.

Il Comitato Regionale Lazio nell'anno 2001-02 ha organizzato due corsi per allenatori di Canottaggio di 1° livello, uno a Sabaudia e l'altro a Roma e la Fic. ha rilasciato 24 attestati. Abbiamo inoltre scritto ai Provveditorati agli Studi del Lazio che eravamo a disposto per organizzare corsi di Canottaggio per insegnanti Isef, ma non abbiamo ricevuto risposta.

Calabrese Giovanni dice che le società non devono essere posti per pochi, ma luoghi più accoglienti per tutti in modo tale di aumentare il passaparola positivo.

Stigher dice che dopo il corso di aggiornamento per i prof. di ed. fisica c’è stato un bel sviluppo dell’attività. Ma la difficoltà più grande è quella di reperire remoergometri per le scuole e barche sulle quali uscire. Il divertimento è importante per i ragazzi e con i Dragon Boat dove questi escono in 20 per volta, ci si diverte molto. Poi domanda se è possibile fare gare solo sui 100 metri e se ci sono limitazioni per i tesserati nei giochi studenteschi.

Baldacci risponde che non ci sono vincoli ne’ per i 100 metri che per i tesserati.

De Cristofaro Domenico solo per dire che al Posillipo le scuole non sono visionate, ma l’Ilva bagnoli ed il CRV Italia a Napoli e il CN Stabia a Castellammare stanno ottenendo degli ottimi risultati.

Baldacci illustra il progetto del censimento enfatizzando il collegamento che ci deve essere tra le società.

Ademollo si domanda per quale motivo è stato creato Remare a Scuola. Poi specifica che la presenza del canottaggio nelle scuole, garantisce anche la presenza di questo nella società dando un peso politico maggiore di questo sport da usare nelle istituzioni, in quanto materia di insegnamento scolastica. Ci dovrà essere poi uno sportello attivo della Federazione per un supporto di questa alle società per le scuole canottaggio.

Grizzetti Paola che informa tutti che gli alunni delle scuole medie possono avere l’esonero dalle attività di laboratorio, se certificano di praticare canottaggio. Poi dice che ragazzi scartati da altre società si rivolgono a loro che non li fanno allenare più di 5/6 volte a settimana, e che uno di questi l’anno scorso poi più motivato, ha vinto i mondiali. Continua poi dicendo che fare le gare ad eliminazione al Festival dei Giovani è sbagliato per motivi educativi e che i misti permetterebbero alle società con pochi atleti di far gareggiare tutti.

Baldacci conferma che è giusto fare gare non competitive, ma sostiene che almeno una gara competitiva ci voglia.

Calabrese dice che sono riusciti a fare due 8+ rag e jun con atleti che non si allenano tutti i giorni ottenendo buoni risultati.

De Lauretis interviene a spiegare cosa la Fed voglia fare con il questionario. Ci sono realtà molto diverse in Italia, dove alcune società agiscono con successo ed altre che fanno fatica. L’obiettivo della federazione è quello di diffondere l’esperienza delle società più attive a tutti. Il sistema economico aiuterà a convincere chi non è convinto sulle scuole di canottaggio.

Tarchi ribadisce il concetto che un po’ tutti fino ad ora hanno detto che il canottaggio associato alla fatica è difficile da promuovere. Dice poi che i ragazzi che si presentano alla sua società non sono capaci di muoversi, ed insegnarlo dovrebbe essere il compito dell’istruttore dei canottaggio. La Fed deve dare le linee guida da seguire per entrare nelle scuole. È giusto far pagare gli atleti delle scuole canottaggio, ma bisogna fornire professionalità che la Fed deve garantire con dei corsi di formazione. La qualità è importante per capire cosa ne uscirà fuori poi con un progetto più specifico.

Naccari recepisce e parlerà con La Mura delle richieste sull’annullamento delle regole sulla lunghezza dei remi per i cadetti ed allievi. Gli istruttori devono essere poi degli animatori-motivatori per fare marketing nelle scuole ed in giro. La richiesta di sport da parte delle famiglie è alta nel mercato. Praticando altri sport come volley e basket, penso ci possa essere una crescita dei futuri canottieri, in quanto le misure antropometriche dei giocatori di questi due sport, sono simili a quelle dei canottieri. Dare anche una metodica di formazione dell’istruttore è importantissimo. Bisogna poi creare un progetto che sfrutti la legge 275 (autonomia scolastica) per portare il canottaggio come attività extra-curriculare per la scuola.

Quercioli sostiene che è importante mantenere la multilateralità dei corsi CAS e che bisogna impedire agli allenatori incuranti delle leggi auxologiche di sfruttare i ragazzi spompandoli sin da allievi con una direttiva federale. Chiede poi un manuale didattico come guida per i CAS. Fare un corso di indoor rowing patrocinato dalla federazione per creare istruttori che possano andare nelle scuole ad insegnare canottaggio.

Verini Laura la qualità degli istruttori è importante e la Fed la deve garantire. Il corso di primo livello è troppo tecnico e basato tutto sulle impostazioni della barca e non sulle leggi auxologiche o discipline d’insegnamento ai ragazzi. Equipaggi misti soprattutto femminili potrebbero aiutare lo sviluppo di questa categoria, e comunque in generale lo sport è socializzazione ed i misti  sono il massimo. Il canottaggio nelle scuole è un’attività che è stata portata avanti dalle società e solo uno su 20 insegnanti formati con il corso di 20 ore sta ancora continuando a collaborare.

Matteoli dice che è importante fare gare sui remoergometri anche a squadre.

Milleri sostiene che fare i 100 metri nelle ore curriculari è possibile, aumentando la distanza diventa quasi impossibile. Nel regolamento dei giuochi studenteschi il canottaggio non è una disciplina obbligatoria, e chiede alla Fed di muoversi per introdurla tra le obbligatorie.

Altamura propone di non fare le finali al Festival dei Giovani e di scrivere ben chiaro sul programma federale che gli allievi ed i cadetti non devono effettuare un allenamento troppo duro.

Luigi Vanti

 

 

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Antonio Baldacci