Autorità si, …autoritarismo no grazie. Dejavù!
Si dice che con il nuovo D.T. nulla sia
cambiato in termini di relazioni e rapporti, e ormai la maggioranza lo dice! Nell’ambiente
chi di più Lo conosceva forse sperava che dal suo pre-predecessore Nilsen avesse assunto oltre alle capacità
organizzative e dirigenziali che egli possedeva, come la giusta valutazione dell’importanza
della struttura organizzata e del demandare certe scelte ai propri
collaboratori, nonché il plusvalore della diplomazia e modalità per avere sempre l’ultima parola sulle
decisioni (cosa che un direttore deve comunque fare, se no che direttore è!), invece
pare che il nuovo D.T. si sia manifestato in tutto il suo autoritarismo; Il
problema principale però a mio modo di vedere non è il carattere del Direttore Tecnico,
che potrebbe essere anche l’uomo giusto forse perché probabilmente non c’è ne
sono altri con la sua esperienza in circolazione o non si sono ancora
manifestati, ma il problema sta nel fatto che anziché trovare un Consiglio
Federale forte, dominante che gli desse un mandato chiaro e specifico con dei
limiti minimi e massimi di azione, è il Consiglio che riceve dal D.T. il modus
operandi - almeno questa è l’impressione che si ha della gestione attuale della
federazione, come lo era, forse ancor di più, per quella passata. Inoltre, il
C.F. anziché mediare le posizioni affinché non si formino solchi incolmabili
tra il D.T. e la base degli allenatori, sempre avvalla e ratifica il
comportamento del suo Direttore Tecnico, facendo si che si formi un effettivo
autoritarismo dirigenziale.
Non penso neanche che la soluzione
giusta sia quella di frazionare troppo le competenze e le responsabilità,
magari si potrebbe dare maggiore autonomia al settore juniores o a quello
femminile, ma per il resto, penso che sia difficile il coordinamento quando
manca un effettivo direttore con poteri decisionali concreti. La cosa da
fare invece a mio avviso, è ripristinare
il rispetto delle diverse competenze dei vari organismi che compongono la
nostra Federazione.
La mia domanda (e penso non solo mia) infatti
oggi è: chi dirige la nostra Federazione? Chi programma la gestione di una
comunità che non è solo attività di vertice, mondiali e Olimpiadi ma è fatta di
centomila altre attività di base? Certo che il Consiglio decide, ma le idee, le
indicazioni e le proposte di chi sono?
Ad esempio la consulta (che si chiama
così per le sue mansioni di esprimere pareri, anche se non vincolanti per il Consiglio)
aveva indicato certe cose in merito al programma della stagione futura: neanche
una è stata recepita, e, a quanto si dice, all’unanimità! Non è forse opportuno
che il C.F. recepisca, almeno in parte, le necessità della base, le elabori e
dirami le disposizioni agli organi esecutivi che, seppur anche in base alle
proprie priorità, acquisiscano le indicazioni guida ricevute ed operino di
conseguenza, nell’ambito del mandato affidatogli?
Non è prescrizione medica quella di
dirigere una Federazione, ne tanto meno farlo a vita. Per quanto ho capito,
abbiamo un C.F. che, essendo forse, mi permetto, un po’ impreparato al ruolo da
rivestire, ha nuovamente abbandonato le redini del comando al nuovo “animale
dominante del branco” che pare sia l’unico con le idee chiare, opinabili, ma
evidentemente più chiare degli altri.
Ma allora, mi domando ancora, cos’è
che deve essere cambiato: un D.T. che ha effettivamente delle capacità, e lo si
vede anche dai risultati passati e presenti, oppure un C.F. che assume pienamente e come propria la volontà del
D.T. e non fa nulla per limitare l’esuberante tracotanza e sicurezza di
quest’ultimo?
Un amministratore deve amministrare
secondo la volontà guida dell’assemblea dei soci o azionisti, deve decidere
(con autorità) nell’ambito della delega e del mandato ricevuto; ma se
l’assemblea da a questi carta bianca su tutto anche sullo stabilire quale sia
la volontà stessa dell’assemblea medesima, chi può dare torto
all’amministratore per le sue scelte? Certo questa delega in bianco non è mai
stata palese ma evidentemente se gli allenatori si lamentano dell’autoritarismo
del D.T. e contro la sua autorità è perché probabilmente non vedono altra
autorità degna di tale nome, alla quale far riferimento.
Forse il Direttore Tecnico è l’unico
dirigente delle sfere alte della Federazione che sa dove vuole arrivare e questo non è certo un bene.
Giovanni Miccoli - v.p.
Comitato FVG