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      QUI RADIO LONDRA 2012
        a cura di Andrea Messina
 
Quinta giornata – mercoledì 1° agosto

Mettetevi comodi. Chiudete gli occhi per un momento e provate ad immaginare (se non lo siete già) di essere dei canottieri. Molto bene. Adesso provate ad immaginarvi come dei canottieri inglesi, che quest'anno prenderanno parte ai XXX Giochi Olimpici, proprio qui a Londra. Forse ora non sarete più tanto rilassati e forse lo sareste ancora di meno se, per tutto il tempo che precedeva l'inizio delle regate, qualcuno vi avesse detto che eravate tra le favorite per la medaglia d'oro. Già, più che canottieri dovete provare ad immaginare di essere delle canottiere che, con un due senza cercherà di conquistare un posto nella storia.
Credo che ora abbiate una visione un po' più completa, ma ad essa dovete aggiungere di dover gareggiare davanti ad un pubblico composto per l'80% da inglesi e, per non far mancare nulla, pensare che dopo cinque giorni dall'accensione del braciere ancora nessun vostro connazionale è riuscito a conquistare una medaglia d'oro nella propria disciplina.
La sensazione che starete provando, con molta probabilità, si avvicina molto a quella delle due atlete vincitrici della medaglia d'oro. Hanno cominciato a vincere in Coppa del Mondo e da quel momento in poi tutti
hanno iniziato a credere che il sogno potesse realizzarsi proprio ad Eton. Mai nessuna barca femminile britannica era arrivata a tanto e il fatto che questo successo sia arrivato da una specialità così tecnica e difficile ne aumenta il valore.
Di certo non ho deciso di parlare di due donne per cavalleria, ma perché queste due ragazze possono essere considerate delle "donne con le palle". Se essere delle atlete di alto livello è già di per sé una sfida coraggiosa, pensate a quanto fegato ci vuole per comandare un reggimento delle truppe di Sua Maestà nel caldo territorio dell'Afghanistan e ce ne vuole ancora di più per continuare ad allenarsi con dedizione, soltanto per rendere ancora più onore alla tanto amata Patria.
Heather Stanning, capitano dell'esercito inglese, assieme alla compagna Helen Glover è riuscita a portare a termine queste due missioni in maniera superlativa.
Il pubblico di Eton, accorso in numero superiore per la prima giornata di finali, le attendeva. E quando i tifosi che si trovavano all'altezza della boa dei mille metri hanno iniziato a far sentire il loro supporto alle beniamine di casa, non c'è stato più verso di cambiare le cose.
Una cavalcata trionfante fino al traguardo.
L'energia percepita nell'aria è stata fortissima. Neanche uno spettatore seduto, tante, tantissime bandierine del Regno Unito sventolanti, tutti i volontari assiepati lungo le rive del lago. Un impressionante colpo d'occhio abbinato al più forte boato di urla mai sentito fino ad oggi nella mia vita.
Molte delle persone che mi scrivono dall'Italia per avere notizie "fresche" mi chiedono di descrivere la sensazione che si prova quando si arriva sul campo. La mia risposta è quasi sempre la stessa. Mettetevi comodi e chiudete gli occhi. Rilassatevi e provate ad immaginare di essere dei gladiatori che entrano all'interno del Colosseo accolti dalla folla.
Riuscite ancora ad essere rilassati?
 

Andrea Messina


Foto FISA ©

 
 

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