Uno
degli aspetti più affascinanti del canottaggio, ma credo sia così un
po’ in tutti gli sport ad un certo livello, è il fatto di conoscere
persone molto interessanti, anche grazie ad Internet, un po’ in
tutto il mondo.
Alcuni mesi fa, grazie ad Angelo Savarino, che
come molti sapranno da alcuni anni allena in Gran Bretagna, alla
Newcastle University, conobbi via mail Peter Davis Mallory, un
grande appassionato del canottaggio mondiale, autore di ricerche
sullo sviluppo della tecnica remiera nei Paesi che vantano risultati
e tradizione nella disciplina. Atleta dal 1959 in qualità di
timoniere con la Kent School, e successivamente allenatore (per 5
volte tecnico nella nazionale statunitense) da Filadelfia a Boston,
da Long Beach a San Diego in California, i suoi equipaggi hanno
vinto più di 50 titoli statunitensi.
Peter è il creatore di un web site molto
interessante
www.rowingevolution.com, ed eccellente autore di libri dedicati al canottaggio.
Sintetico ma molto attento all’evoluzione del
canottaggio italiano, Mallory ripercorre le tappe dal dopoguerra ad
oggi dimostrandosi grande conoscitore del remo di casa nostra.
Ritengo
Peter una persona davvero speciale, e tra l’altro pensare che scrive
e legge anche l’italiano, da subito soddisfò la mia curiosità
rispondendo che nel 1966 fu tra i volontari che accorsero a Firenze
quando ci fu l’alluvione: era…un “Angelo del Fango” come si
autodefinisce.
Dopo An Out-of-Boat
Experience, pubblicato nel 2002 e già alla seconda ristampa,