Forse
sì e forse
no…ma dopo
una sequenza
di articoli
di colore,
dal sito
dell’ANAC ci
si attendeva
un’uscita in
merito ai
risultati di
Coppa del
Mondo,
essendo
presente il
suo
Presidente a
Bled in
qualità di
giornalista.
Forse è come
nel
calcio?…52
milioni di
Commissari
Tecnici
vogliono
dire la
loro?
No. Noi
tiferemo
sempre
azzurri,
comunque
vada, e
riferiremo
solo ed
esclusivamente
le nostre
impressioni.
“Vi racconto
allora che
cosa ho
visto, e che
cosa penso.
Bled era
una tappa di
passaggio,
la prima, a
cui
seguiranno
altre 2
coppe del
Mondo, i
mondiali
under 23,
gli Europei,
e Karapiro,
per i
mondiali
assoluti, Pl
e adaptive.
Per
questo
motivo, le
gare sul
lago sloveno
non devono
né
sconfortare
chi non ha
fatto il
risultato,
né esaltare
chi lo ha
raggiunto,
ma rimanendo
con i piedi
per terra,
cercare di
capire a che
punto della
preparazione
sono gli
equipaggi,
su chi può
far
riferimento
la squadra
italiana,
pensando nel
contempo in
quale modo
comportarsi
e quali
decisioni
prendere per
l’immediato
futuro.
38
nazioni in
Coppa vuol
dire tutto e
niente.
C’era un
Gran
Bretagna
presente
quasi in
toto, una
Germania con
pochissimi
equipaggi,
neozelandesi,
australiani,
sudafricani,
americani e
canadesi
quasi
assenti,
insomma,
Bled era un
assaggio,
come forse
lo sarà
ancora
Monaco, ma a
mio modesto
avviso: il
vero banco
di prova
sarà
Lucerna.
Perché
questo?
Perché
dal Rot See
a Karapiro
mancheranno
4 mesi ed è
il periodo
corretto per
poter super
compensare
la prima
volta nella
stagione per
poi ripetere
l’operazione
ad ottobre.
A luglio
oramai le
idee sono
più chiare,
chi c’era da
recuperare
per
infortuni
precedenti è
stato
recuperato,
per gli
altri sarà
per la
prossima
stagione.
Quello
che dà da
pensare è il
fatto che
con una
annata come
il 2010 così
lunga, il
2011 sarà
più corto,
con i
mondiali e
qualificazioni
olimpiche a
distanza di
9 mesi.
Che cosa ho
visto a Bled?
Nazioni
con le idee
molto chiare
ed esplicite
sul da
farsi. Anche
le più
piccole
hanno dato
segnali
chiari e
forti sul
fatto di
puntare solo
su
determinate
specialità
in chiave
olimpica ma
senza mezzi
termini.
Altre
sono ancora
in barca
corta e
aspettano a
scoprirsi
per
denunciare
le loro
intenzioni.
Altre ancora
non hanno
proprio
partecipato.
E la squadra
italiana?
Potrei
dire: Tutto
bene…tutti
bravi…ed
accontenterei
tutti, ma
non sarebbe
eticamente
corretto.
Oppure bravo
chi ha preso
la medaglia,
bravino il
finalista,
meno bravo
chi non è
entrato in
finale.
Troppo
semplicistico.
Insomma: ho
visto una
buona
squadra PL,
con 2 doppi
maschili di
buon
livello,
convinto che
l’antagonismo
tra le due
(o forse
anche 3)
formazioni
sia la
chiave di
volta per un
ulteriore
miglioramento:
fino a
Lucerna.
Mi è
piaciuto il
4 senza PL,
aggressivo,
veloce e
caparbio,
con
necessità di
ulteriore
amalgama, ma
che ha
denunciato
una buona
prestazione
di partenza.
Dopo le
prove
convincenti
ai meeting
nazionali,
non si è
fatto
intimorire
ed ha
combattuto
ad armi pari
con gli
altri, dando
prova di
maturità
internazionale.
Tra i
senior,
impossibile
non
sbilanciarsi
sul 4 di
coppia. Sono
stati
convincenti,
degli
autentici
gladiatori,
mi sono
piaciuti
rispetto al
Memorial,
anche se
penso che ai
bad boys
croati si
affiancheranno
presto degli
equipaggi
davvero più
temibili.
Una
buona prova
quella del 4
senza, forse
uscito un
po’ lento
dai blocchi
di partenza
(4”47 ai 500
dagli
inglesi sono
un po’
tantini per
una barca
così
veloce), per
entrare un
po’ tardi a
regime per
ambire ad
una
medaglia.
Peccato,
perché nei
secondi
mille hanno
dimostrato
di esserci,
facendo
registrare
la migliore
seconda
parte di
gara di
tutti.
In
affanno le
donne, hanno
faticato
tutte, a
parte la
Milani che
nel singolo
non olimpico
(ma
ugualmente
importante
per andare a
rinforzare
altre
formazioni),
è andata a
conquistare
un
preziosissimo
argento,
stessa cosa
per gli
Adaptive,
che ci
avevano
abituato ad
altri
risultati.
Una
categoria
particolare
questa, che
vede in gran
spolvero
Gran
Bretagna
(come da
tradizione)
ed Ucraina,
e
l’inserimento
di nazioni
alla ricerca
di un
risultato di
prestigio
(che non
riescono a
trovare in
altre
categorie),
come Brasile
e Spagna.
Per
ritornare al
settore
femminile,
per il quale
il
sottoscritto
ha un occhio
di riguardo
visti i
trascorsi,
siamo in
attesa: di
due
importanti
rientri,
Bascelli e
Sancassani,
la
maturazione
delle under
23, il
passaggio di
qualche
senior a PL,
la presa di
coscienza
dei propri
mezzi, la
determinazione
in vista di
stagioni via
via sempre
più
importanti,
per fare in
modo che
l’obiettivo
di 3 barche
qualificate
a Londra
2012 non
rimanga
soltanto il
sogno in un
cassetto.
Tutti gli
altri
equipaggi,
dal singolo
all’otto
sono stati
importanti a
Bled con le
loro
prestazioni,
attraverso
le quali
hanno
assunto
ulteriore
esperienza a
livello
mondiale e
forse dato
adito a
nuove
formazioni
per il
futuro sui
taccuini dei
CT azzurri.