Bebo
Carando
non
c’è
più
da
ieri
sera,
dalle
19,
o
giù
di
lì…non
mi
interessa
l’ora
esatta,
era
mio
amico,
mio
compagno
di
barca,
un
allenatore
come
noi…è
più
importante
questo…
Lo
avevo
salutato
da
questo
sito
qualche
settimana
fa
in
modo
scherzoso,
quasi
per
sdrammatizzare
la
sua
malattia,
per
tenere
lontana,
quella
brutta
bestia
che
si è
portato
via
un
uomo
coraggioso.
Mi
dice
Paco
che
è
stato
giù
al
Fiat
fino
a
sabato…fino
all’ultimo
non
voleva
staccarsi
da
quella
che
è
stata
per
tutta
la
sua
esistenza
la
sua
casa,
dal
canottaggio
che
è
stato
una
delle
sue
ragioni
di
vita,
da
quel
fiume
al
quale
ora
mancherà
la
scia
del
suo
motoscafo
e le
sue
urla
dal
megafono.
Voglio
che
Gabriella,
Sara,
Maura,
Giuseppe
e la
sua
famiglia,
sappiano
che
tutto
il
popolo
degli
allenatori
italiani
e l’ANAC
sono
a
loro
vicini,
in
questo
triste
momento.
Ed a
te
Bebo,
un
ultimo
affettuoso
saluto,
una
stretta
di
mano
callose
da
vogatori,
un
abbraccio
lungo
quasi
quarant’anni,
tanti
quanti
ci
conoscevamo.
Maurizio
Ustolin
Io
immagino
lassù
in
cielo
una
grande
distesa
azzurra,
sempre
calma,
mai
mossa
dal
vento
o
disturbata
dalle
onde,
sulla
quale
ognuno
di
loro,
sulla
propria
barca,
possa
continuare
l’esercizio
preferito.
E’
proprio
un
Paradiso
quello
per
i
canottieri!
(da
Commiato
–
“Remando
a
Nord-Est”)