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Lettera aperta al Consiglio Federale della
Federcanottaggio
Da
un lato l’ANAC, l’unica Associazione che in Italia
raggruppa il meglio degli allenatori italiani di
canottaggio, 200 tecnici o giù di lì a rappresentare
altrettante realtà remiere della Penisola, dall’altra un
Consiglio Federale al quale sta bene l’esistenza di
questo organismo, fino al momento in cui, le idee non
divergono, le decisioni non siano diverse, fintatochè
nessuno sollevi la testa a far presenti i malumori, le
critiche (sempre costruttive), le decisioni, le
delibere, che avrebbero forse potuto essere discusse
assieme, avanzando proposte ed idee.
L’ANAC ragiona con la testa e con il
cuore di chi è da 40 anni o forse anche più nel
canottaggio vogato e poi allenato, nel canottaggio
scritto come diretto, animata da orgoglio e passione, da
competenza e rispetto per quello che noi facciamo e per
quello che gli altri fanno, e rispetto esigiamo per le
nostre convinzioni.
Idee che possono essere diverse, che
non devono essere a tutti i costi le stesse, perché non
abbiamo da giocarci nessun posto, nessuna poltrona da
nessuna parte, l’unica cosa che abbiamo da guadagnarci e
che vogliamo fermamente è un canottaggio italiano sempre
più in alto, un ambiente sereno e concorde, un rispetto
reciproco.
Per cui, se in taluni casi non si è
d’accordo su decisioni, sappiate che dissentire non è
tradire, che cerchiamo il dialogo per costruire, non il
vilipendio per distruggere.
I fatti di queste ultime settimane
sono sulla bocca di tutti, atleti, allenatori e
dirigenti, ed il far finta di niente, come niente fosse
successo, questo riteniamo sia grave. Il voler a tutti i
costi stemperare l’accaduto, e sperare non accada più è
pura utopia. Anche i più famosi “insabbiamenti” poi sono
usciti alla scoperto con più forza, con maggior
veemenza.
L’approvare un codice etico che
rimane poi scritto sulla carta e non rispettato non ha
nessun valore, oppure estrarlo dal cilindro solo nel
momento in cui sia utile a sé stessi è ancora peggio,
perché un po’ alla volta ci si crede sempre meno come
viene sempre meno la fiducia nelle persone.
Siamo uomini e alle volte destinati a
sbagliare, ma farlo di nuovo ed in maniera consapevole,
questa è pura irriverenza nei confronti di tutti. E
questo non possiamo permetterlo.
Maurizio Ustolin
Presidente dell'ANAC |