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1971-2011
BUONCOMPLEANAC
40 anni di canottaggio allenato
 

 

 

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      CONOSCI  BRUNO LANTERO?
 

Walter Bagliano in questi anni ha seminato bene alla Canottieri Elpis di Genova, fatto sta che la stagione 2010, una delle migliori di questi anni sotto il profilo dei risultati è coincisa con l’arrivo, nel club ligure del Presidente Dodero, di un personaggio, che a dire straordinario è poca cosa: Bruno Lantero.

Snobbato dalle società della Liguria presso le quali aveva prestato in passato la sua opera, dimenticato da molti, Lantero è entrato nel club genovese  quest’anno portando il suo bagaglio di esperienze, ma soprattutto il suo carisma in una Liguria affetta da sempre da grave carenza di tecnici di alto livello.

Pochi sanno quello che sto per raccontarvi, perché la vera storia del prof. Bruno Lantero, da lui di sicuro non la sentirete mai.

Nasce una cinquantina d’anni fa (52 se non mi sbaglio), a Genova, legato da subito, e come poteva essere diversamente, al suo mare, tanto che pratica ad ottimi livelli la pesca subacquea, ma quella vera, in apnea, quella che ti fa scendere a 30 metri, aspettare la preda, catturarla e riportarla in superficie, tanto per intenderci. E’ così che Bruno varca la soglia della nazionale juniores di pesca, che però lascia molto presto. Cacciare è un bisogno dell’uomo da sempre, farlo per sport non lo convince, e lascia questa disciplina (ma solo la parte agonistica!! Attenti!!), per avvicinarsi al canottaggio. Passa dalla Sampierdarenesi al servizio militare con la Marina di Sabaudia di Fabrizio Malgari, partecipando ai mondiali pesi leggeri 1977 ad Amsterdam.

Lì perdo le tracce, che ritrovo poi qualche anno dopo nella foresteria del Fiat a Torino.

Bruno Lantero si era iscritto all’ISEF, e in occasione dei miei ultimi esami presso lo stesso Istituto di Piazza Bernini, condividiamo (un altro diplomando è Gino Iseppi), la fatidica giornata del diploma: 26 marzo 1981. Ho un piccolo nostalgico ricordo. Gli altri candidati attorniati da parenti ed amici alla campanella che indicava l’entrata in aula del futuro insegnante di ed. fisica e all’uscita dopo la discussione della tesi. Noi invece facemmo reciproca funzione di parenti e amici, per poi in fretta e furia tornare lui al lavoro, io a prendere il treno per tornare a Trieste: entrambi con il diploma ISEF in tasca.

Mi sono dimenticato una cosa molto importante, che dà la misura del Lantero uomo. Nella sua permanenza a Torino, in foresteria Fiat, Bruno si era accollato un incarico non da poco: quello di accudire al fratello allora quattordicenne, fatto arrivare da Genova, per poterlo meglio seguire negli studi come nella vita comune: grande uomo Bruno!

Non passano due anni, che i nostri destini si incrociano ancora una volta, e ci ritroviamo a Roma, iscritti entrambi al Corso di Specializzazione in Teoria e Pratica del Canottaggio (quello che era riconosciuto da Paolo d’Aloja come Supercorso) presso gli impianti dell’Acqua Acetosa: stessa camera. Un periodo molto interessante quello romano, che alterna le lezioni teoriche ai fine settimana presso il Centro Nazionale di Piediluco, nell’epoca Nilsen, per la parte pratica.

Sono gli anni ’84 e ’85 che assieme trascorriamo nei raduni e l’intera estate con la squadra nazionale juniores.

A Bruno Lantero viene offerto (come a tutti noi del Supercorso), un posto presso il Centro Nazionale, ma le condizioni non sono così propizie da accettare. Per questo motivo ognuno rientra in sede. Lui dopo una breve esperienza presso alcuni club remieri liguri, ritorna (ma l’ha mai lasciata?) alla sua prima passione: la pesca subacquea, immergendosi in mare in ogni stagione, alternando questo suo hobby all’insegnamento in prima battuta come insegnante di sostegno, presso un Istituto di Masone in provincia di Genova. 34 km al giorno, per poi andare ad immergersi nel suo mare. Una disciplina dura che ha forgiato sin dall’inizio il corpo come il carattere, che lo ha abituato ad arrangiarsi, a trovare sempre nuove strategie per raggiungere il suo obiettivo.

 

Oggi Lantero insegna a Genova, in una scuola tutto sommato abbastanza vicina a casa, e le porte del canottaggio allenato gli si sono spalancate. L’Elpis, sotto la guida sua e di Bagliano ha fatto passi da gigante, conquistando due titoli italiani nella stessa manifestazione: Boccuni nel singolo under 23 PL e Mumolo nel singolo ragazzi, ed il bronzo di Travi e Torresi nel 2 senza under 23 femminile. E’ ancora storia alle selezioni, con Boccuni che stacca il biglietto per Brest, Mumolo quello per la Coupe de la Jeunesse di Hazewinkel, e la Arianna Costadura ai mondiali juniores.

 

Una settimana fa alle selezioni a Piediluco, mi avvicinò Marco Dodero, Presidente dell’Elpis, dicendomi: “Ma hai visto Lantero? Sono stato io a riportarlo al canottaggio. Perché non lo tenete in considerazione? Hai visto che lavoro sta facendo con Bagliano in società?”

Caro Marco Dodero, se mi hai letto fino a qui, avrai capito da solo che conosco ed ho apprezzato come uomo, come allenatore e come amico, Bruno Lantero, da oltre trent’anni, forse qualcuno in più di quello che lo conosci tu. Per questo, con me sfondi una porta aperta.”

 

Mi è stato chiesto qualche mese fa da un CT azzurro che cosa pensassi di Bruno per un suo eventuale inserimento in nazionale.  Forse dalle poche righe che ho scritto traspare il mio pensiero. E non aggiungo altro.

 

Bravo Bruno!

 

Maurizio Ustolin

 
 

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