Festival dei Giovani 2010, un'occasione d'incontro per gli allenatori che si occupano di atleti under 14. Ed è stata proprio l'ANAC che ha voluto indire, venerdì sera, il primo (speriamo di una lunga serie) di incontri dedicati ai tecnici degli allievi e cadetti.
Erano una trentina i presenti nella sala conferenze del Centro Nazionale, assieme al DT Antonio Alfine, ed il CT juniores Romagnoli, il consigliere federale Pierluigi Bolognesi, il presidente dell'ANAC Maurizio Ustolin, il vicepresidente Mimmo Perna, ed il consigliere Roberto Romanini.
Dopo una breve introduzione di Ustolin, ed il saluto del DT Alfine, prendeva la parola Perna per affrontare in particolare argomenti di interesse comune desunti dalla Carta dei Diritti dei Ragazzi allo Sport (Ginevra 1992 – Commissione Tempo Libero ONU), del quale pubblichiamo un breve stralcio:
“In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente”
(Capo 3 Uguaglianza, art. 24 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, Nizza 7/12/2000)
La seguente “Carta dei Diritti” si ispira ai principi di:
eguaglianza, imparzialità, continuità, partecipazione,
diritto d’informazione, efficienza ed efficacia.
A chi è rivolta:
a genitori, dirigenti sportivi e scolastici, insegnanti, educatori sportivi ed agli atleti.
Con quali finalità:
vuole essere utile strumento per conoscere meglio il mondo remiero giovanile affinché i “nostri adulti” genitori, tecnici e dirigenti, comprendano il delicato ruolo educativo che occupano e si assumano le relative responsabilità, per favorire la formazione di buoni sportivi, ma soprattutto di ottimi cittadini.
La Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport (Ginevra 1992 - Commissione Tempo Libero ONU) auspica che ad ogni bambino e bambina siano assicurati:
• IL DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE.
• IL DIRITTO DI FARE SPORT.
• IL DIRITTO DI AVERE I GIUSTI TEMPI DI RIPOSO.
L’attività deve essere svolta in un clima psicologico sereno, sia negli allenamenti che in gara, di essere convocati alla gara e di parteciparvi indipendentemente dalle loro abilità tecniche,
I tecnici hanno il dovere di rispettare e far rispettare tale norma.
•
IL DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO.
Il benessere psicofisico può essere garantito “solo” da un’attività sportiva svolta: in strutture salubri e
sottoponendo gli allievi alla visita di idoneità medico-sportiva prima dell’inizio dell’attività (requisito
obbligatorio, in ottemperanza ad una legge dello stato);
l’utilizzo di metodologie di allenamento, idonee al soggetto, non deve creare scompensi agli
apparati in accrescimento, bensì benefici adattamenti; deve essere evitato, a queste età, l’uso di
inopportuni ed inutili integratori alimentari, mentre saranno favoriti, una corretta alimentazione ed
un comportamento etico che in caso di infortunio o malattia, rispetti i giusti tempi di guarigione e
recupero, evitando, se non indispensabile, l’uso ed in alcuni casi l’abuso di farmaci, ovviamente
sempre in collaborazione con i medici competenti
•
IL DIRITTO DI ESSERE CIRCONDATO ED ALLENATO DA PERSONE COMPETENTI E QUALIFICATE.
Le società affiliate alla F.I.C. che svolgono attività nelle fasce d’età 9-13 anni, fermo restando i
limiti delle proprie possibilità organizzative, hanno il dovere di garantire la presenza nei ruoli tecnici
e dirigenziali, di persone adeguatamente preparate sia tecnicamente che sul piano
psicopedagogico, per un corretto sviluppo educativo sportivo e formativo dei propri allievi. Detti
educatori devono acquisire conoscenze e competenze specifiche attraverso corsi, aggiornamenti
e incontri informativi e didattici organizzati periodicamente dal Settore Tecnico e dal Settore
Giovanile e Scolastico in collaborazione con le strutture periferiche del CONI
•
IL DIRITTO Dl SEGUIRE ALLENAMENTI ADEGUATI AI SUOI RITMI.
•
IL DIRITTO DI MISURARSI CON GIOVANI CHE ABBIANO LE SUE STESSE POSSIBILITÀ DI SUCCESSO.
Ogni bambino, bambina, ragazzo o ragazza, deve poter essere messo in condizione di esprimere
le proprie potenzialità psichiche, cognitive, emotivo affettive, relazionali, motorie e tecniche,
attraverso progressioni didattiche che corrispondano alle caratteristiche dell’età in oggetto.
Modelli di gara adeguati ad ogni fascia d’età, significano una tutela al naturale processo
evolutivo dei giovani. Ogni anticipo o carico eccessivo, come pressione psicologica e tensione
degli eventi, può comportare squilibrio non solo alla formazione tecnica, ma anche perdita di
motivazione ed entusiasmo con relativo rischio per la prosecuzione dell’attività.
•
IL DIRITTO DI PARTECIPARE A COMPETIZIONI ADEGUATE ALLA SUA ETÀ.
•
IL DIRITTO DI NON ESSERE UN CAMPIONE.
I bambini che si sperimentano in un nuovo contesto di apprendimento sono tutti campioni,
Ai giovani canottieri ed alle giovani canottiere un invito a:
• Rispettare i propri compagni e gli avversari
• Rispettare le decisioni dei giudici arbitri
• Essere leali comunque vada la gara, lottando “per” e mai “contro”
• Rispettare la propria salute
• Ascoltare e seguire i consigli del proprio allenatore
• Portare sempre a termine i propri impegni scolastici
• Confrontarsi con i propri genitori ed i propri allenatori sulle esigenze ed i bisogni personali e sulle attività svolte
• Continuarsi a divertire come quando si gioca sotto casa, al parco o sulla spiaggia
Si accendeva quindi un interessante dibattito al quale prendevano la parola Bolognesi, Rovella, Mooney, Noseda, Guidi, Romanini e Romagnoli, sull'impegno in termini di allenamento per gli under 14, ed tipo di lavoro ad essi proposto.
L'argomento successivo era quello relativo a proposte che l'ANAC , sentite le idee degli allenatori, potrebbe proporre in futuro alla Federcanottaggio nazionale.
Le stesse vertevano sulla data più opportuna da proporre per il Festival dei Giovani: luglio o settembre?
Si apriva una interessante discussione che evidenziava uno spaccato diverso relativo alle società remiere italiane, alcune (soprattutto nelle grandi città, con le famiglie in ferie “obbligate”), favorevoli a luglio, per poi dar modo ai ragazzi di godersi le ferie, altre (nelle città di mare ad esempio), impegnate in corsi estivi, a proporre settembre, per dare la possibilità anche ai neofiti di partecipare al Festival.
Altro aspetto da non sottovalutare, l'inconveniente riscontrato, nei 4 giorni di Festival (da giovedì a domenica), del non impegno agonistico a turno di ogni categoria. Gruppi numerosi di atleti che in una delle tre giornate di gare non sono impegnati agonisticamente. Anche in un passato recente, l'ANAC aveva proposto di impreziosire il Festival dei Giovani con iniziative di carattere culturale e sportivo socializzante (extra canottaggio).
L'incontro si concludeva alle 20,30, con il proposito di incontrarsi al più presto per un ulteriore scambio di idee.
L'ANAC esprime il suo compiacimento per l'interesse all'iniziativa, dichiarandosi disponibile ad organizzare in un futuro prossimo, altri meeting dedicati agli allenatori degli allievi e cadetti.