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      LA ROSEA SOTTO L'OMBRELLONE
 

Non ha peli sulla lingua Riccardo Crivelli (da sempre molto vicino al canottaggio italiano, ed esperto conoscitore dello stesso; n.d.r.), che sulla rosea di martedì 13 luglio, stigmatizza la crisi che sta vivendo il canottaggio italiano alla luce dei risultati di Lucerna.

Un’analisi schietta e veritiera dal titolo PIU’ SOLDI ALLE BARCHE OLIMPICHE E UN CENTRO FEDERALE a pagina 30 de la Gazzetta dello Sport di martedì scorso, da parte di una delle più autorevoli penne dello sport italiano.

 

Promossi i pesi leggeri di Giuseppe Polti, che oltre ai 6 titolari finalisti (4 dei quali nel 4 senza, medagliati), dalla sua, se per un attimo si volta indietro, può fare affidamento su un gruppo determinato che potrebbe all’occorrenza dar manforte al gruppo olimpico (ne sono la riprova gli ori di 4 di coppia e dell’otto (anche se solo con due i finalisti), ed il bronzo del singolo.

 

Sottolinea Crivelli le dichiarazioni di mea culpa dell’olandese Josy Verdonkschot CT delle donne, che lamenta il gap tra le italiane ed il resto del mondo.

 

Riporta il giornalista della Gazzetta le intenzioni di Beppe de Capua di portare a Karapiro o il 4 senza o l’otto, ed il 4 di coppia, lamentando nel contempo difficoltà economiche che negano per ora un importante raduno agli inizi di agosto.

 

Ma a monte della conduzione tecnica e degli atleti, Crivelli sottolinea nei confronti del CF della Federcanottaggio:

 

·       troppi finanziamenti elargiti nel periodo post elettorale alle società invece che concentrarli sulla preparazione olimpica (come hanno fatto altre nazioni, aggiungiamo noi, ad iniziare dalla Gran Bretagna leader incontrastato della Coppa del Mondo),

·       mancanza di una struttura medica di supporto alla squadra olimpica;

·       negatività della orizzontalità della struttura tecnica, con confusione e “compartimenti stagni che non interagiscono”;

·       le squadre che scelgono training-location diverse invece che concentrarsi in un’unica sede, venendo quindi a mancare un vero e proprio Centro Nazionale;

·       piano di marketing inesistente, visto che l’immagine del canottaggio italiano è ancora ferma agli Abbagnale.

 

Quanti di questi punti l’ottimo Riccardo Crivelli ci ha azzeccato?

 
 

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