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      LA VERITA’ FA MALE...MA AIUTA SEMPRE
 

Prendo spunto da una mail ricevuta da uno dei due vicepresidenti dell’ANAC, Rocco Pecoraro, persona che stimo, come d’altra parte stimo tutta la squadra che ho assemblato per questo nuovo corso dell’Associazione, come allenatore, ma soprattutto come uomo, per rendere partecipi i colleghi tecnici di un pensiero importante, indice di maturità e consapevolezza.

 

Scrive Rocco:

 

Io già l'anno scorso, come potete ancora leggere sulla posta del sito dell'ANAC, ho lamentato una grossa preoccupazione sul sistema federale orizzontale, non per incapacità dei Commissari Tecnici, ma perché risulta difficile crescere, dividendo le forze della nostra piccola nazione. Ad oggi le mie preoccupazioni rimangono tali e sicuramente i risultati di Lucerna, passaggio per i mondiali assoluti, rafforzano il mio pensiero.

 

L'articolo di Maurizio, uscito il giorno dopo le gare sopra citate sul nostro sito,  è stato un buon segno, ma non spaventiamoci di dire la nostra, di dire realmente ciò che pensiamo, altrimenti diventiamo poco costruttivi.

Delle volte la costruzione di qualcosa deve, per forza di cose, passare anche dallo smantellamento di quello che c'è. Logicamente non siamo noi al timone della Federazione e non siamo sicuramente un’ Associazione poco riflessiva e attenta, ma siamo soprattutto degli ALLENATORI DI CANOTTAGGIO, e non possiamo minimamente non esplicitare il nostro pensiero.

Certamente dobbiamo prendere atto delle dichiarazioni del Commissari Tecnici e del Presidente federale, sperando che riescano nei loro intenti, ma in ogni caso non dobbiamo mai temere di dire quello che realmente pensiamo.

La verità fa male, ma aiuta sempre.

 

 

E’ una dichiarazione forte ed importante quella di Rocco: chiara ed esplicita.

 

“Metti sul tavolo quello che non funziona e risolvilo”, è il concetto sul quale mi trova e ci trova allineati sulla stessa lunghezza d’onda.

 

Il farlo non è per il puro piacere di contrastare e di criticare, ma per la voglia di ricostruire, di migliorare, di fare in modo che il nostro Paese confermi di essere sempre tra le migliori nazioni nell’ambito del canottaggio mondiale. Per fare in modo che gli impegni economici, come quelli degli atleti e dei loro allenatori sul campo, trovino una giusta ricompensa nei risultati.

 

Perché aver paura di esprimere pubblicamente la propria opinione?

Per ritorsioni nei confronti di atleti, allenatori e società?

Dovrei credere che un atleta non è scelto perché il suo allenatore ha detto quello che pensava?

Che un allenatore è stato messo in disparte perché non ha voluto tradire la sua sincerità dettata dall’esperienza?

 

Io spero sinceramente siano finiti i tempi di queste paure medioevali e che la nostra epoca sia testimone di un processo di avvenuta maturazione dettata dalla concordia ed il rispetto tra tutti quanti per il raggiungimento di un risultato comune, che trova nel costante confronto delle proprie idee l’arma migliore per raggiungerlo.

 

Per questo motivo, chiedo a gran voce di ascoltare le nostre critiche, i nostri suggerimenti, lasciando da parte risentimenti permalosi, i sorpassati cattivi pensieri che non fanno altro che depauperare un ambiente come quello del canottaggio italiano che ha bisogno invece dell’aiuto e del sostegno di tutti noi per crescere…ancora, perché come afferma Rocco Pecoraro: La verità fa male…ma aiuta sempre.

 

 
 

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