Ho
vissuto attraverso gli occhi degli altri il
mondiale appena terminato, ma ho tratto le
mie conclusioni alla luce di quella che è
stata la prestazione collettiva della
squadra azzurra a Brest, dalla quale è
importante trarre le corrette considerazioni
per l’immediato futuro della nazionale
maggiore.
Ed allora…non
lasciate spegnere gli echi del mondiale
under 23, l’impegno dei giovani vogatori
azzurri, la combattività dimostrata sul
campo bielorusso.
Sarebbe una
leggerezza il non tenere in considerazione
le loro prestazioni, la loro serietà
nell’affrontare l’impegno, la caparbietà nel
cercare il miglior risultato per difendere
nel migliore dei modi il prestigio della
nostra nazionale.
Io credo che
l'astuzia di un CT dovrebbe iniziare da dove
sono finiti i mondiali appena conclusi, per
giocare sull'entusiasmo, la competitività e
la combattività della squadra...
Fare in modo da
non cancellare alla vista dei protagonisti
azzurri a Brest le immagini vincenti, nelle
orecchie le urla di incoraggiamento degli
ultimi metri, nella testa le velocità di
gara che hanno portato alle finali, alle
medaglie,...ma tenere vive e deste le
sensazioni da trasmettere nel prossimo
impegno.
Altrimenti
questo gruppo...tornerà a casa...metterà
tutta l'esperienza, la preparazione e
l'entusiasmo accumulato in questi ultimi due
mesi in un cassetto per ritirarlo fuori
chissà quando...forse anche mai più.
Siamo ancora in
tempo a tenere le maglie larghe della nostra
rete per Montemor innestando i giovani in
una squadra, quella di Lucerna, che ha
bisogno di loro...
Poi le maglie
si potranno anche stringere...ma sarebbe una
leggerezza quella di non tenere in
considerazione i giovani che hanno
affrontato l'impegno iridato da autentici
guerrieri.
Non voglio
essere il solito ed irrimediabile
entusiasta...ma a questo punto ci vuole
coraggio da parte nostra per restituire il
coraggio che loro hanno
dimostrato…altrimenti rimarremmo in debito
nei loro confronti.
Maurizio
Ustolin