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Il sito dell'ANAC riceve da Rocco Pecoraro, la sua opinione in
merito alla mail di Francesco Noio:
La mia opinione sulla lettera di Noio?
Semplice, molto semplice, il succo della lettera è molto vicina ai
pensieri di uno come me che svolge la sua attività come professione.
Ma la cosa importante è, che la stessa mi lascia un qualcosa dentro
che mi apre la porta del pensare in profondità.
Vengo subito al dunque.
Quale cosa, come consigliere dell'ANAC mi preoccupa di più:
l'andamento della federazione, o quanto quest'ultima influenza tutto
il canottaggio italiano?
A questo mio quesito la mia risposta è senz'altro legata alla salute
di tutto il movimento remiero.
Io sono convinto che il lavoro premia, sono convinto che l'unione fa
la forza, sono convinto che la progettazione e la programmazione del
lavoro siano fondamentali.
Nasce quindi evidente che sono preoccupato perché in questo nostro
mondo remiero non vedo più questo.
Nella presentazione del Nostro sito (tra l'altro davvero bello) ho
detto che è di vitale importanza la sinergia tra tutti i soci dell'ANAC,
altrimenti la stessa non ha modo di esistere; ne consegue che lo
stesso lo penso riguardante il nostro mondo remiero.
Io sono Preoccupato davvero, preoccupato del fatto che non esiste
più una sorgente dove attingere un metodo unico di lavoro che ci
permetta di poter essere uniti contro il canottaggio mondiale.
Una volta Nilsen diceva che aveva preso le redini della federazione
italiana canottaggio quando in Italia non c'era neanche la
standardizzazione sul modo di remare nella vogata di coppia, ossia :
allenatori insegnavano l'incrocio con il destro sotto ed altri il
contrario.
Vogliamo ritornare come prima????? Tanti, troppi, infiniti input non
pensate possano portare ad un canottaggio "fai da te"?
Questo non vuol dire che ho ragione, ma vuole essere un modo che io
ho per farvi capire le mie preoccupazioni.
La lettera di Noio???
Forse può rallentare un Po l'avvicinamento che l'ANAC vuole avere
verso gli allenatori e i dirigenti del canottaggio italiano, ma se
metto sul piatto della bilancia l'effetto che potrebbe avere nella
loro testa (vedi il mio caso) allora ritengo giusto pubblicarla.
Questo è il mio pensiero, questo deve essere per me il pensiero
dell'ANAC; un pensiero legato al fatto che noi allenatori italiani
osserviamo forse, con un occhio diverso dai dirigenti, il
canottaggio italiano e che per questo non siamo molto tranquilli.
C'E' PREOCCUPAZIONE (ripeto questo è il pensiero Rocco Pecoraro,
ossia uno dei consiglieri dell'ANAC).
Spero di essermi riuscito a spiegare, in ogni caso sono a
disposizione per continuare ed approfondire il mio e il Nostro
pensiero.
Un abbraccio a tutti
Rocco Pecoraro |