Recentemente,
in occasione della conferenza FISA organizzata a Napoli
brillantemente dal Sig. Colamonici, ho letto un’intervista fatta al
capo allenatore del C.R.V.Italia e pubblicata dal sito canottaggio
magazine.
L’intervista recitava come segue:
FISA Conference 2009. Antonio Colamonici: il cambiamento è
inevitabile, o ci si adegua, o ci si adegua
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“Essere giovani vuol dire pensare a quello che si farà domani.
Essere vecchi vuol dire pensare a quello che si è fatto ieri. E la
vecchiaia precede la morte”.
Premesso che il sottoscritto non si sente vecchio, che spesso
l’inserimento dei giovani è fondamentale per lo sviluppo di
un’azienda o altro, vuoi per capacità, intraprendenza etc. delle
nuove proposte, ritengo che le affermazioni del Sig. Colonici siano
da interpretare non solo come messaggio ben augurante per il futuro,
ma anche in modo superficiale. Attualmente, non solo in Italia, ci
sono allenatori che hanno superato gli “anta” e continuano a
dimostrare una professionalità unica, non solo per passione ma anche
per i continui risultati conquistati sul campo. A questo punto,
ritengo doveroso chiedere al giovane allenatore,se non ritiene che
un vecchio, potrebbe programmare il futuro con l’esperienza del
passato, evitando errori dovuti alla giovane età e alla mancanza di
esperienza? Errori se vogliamo commessi anche dal Colamonici in
occasione della Conferenza Napoletana infatti, lo stesso non ha
ritenuto opportuno invitare alla Conferenza l’Associazione
Allenatori.
Pertanto mi farebbe piacere chiedere al giovane allenatore, ormai
quasi quarantenne, cosa intende per vecchi e la data in cui pensa di
mollare l’attività di allenatore per non incorrere nell’errore di
essere catalogato per vecchio.
Il V.Presidente ANAC
Francesco Noio |