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1971-2011
BUONCOMPLEANAC
40 anni di canottaggio allenato
 

 

 

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 Filippi Lido

 

 
      Lettera aperta ad Antonio Baldacci
 

Sono Duilio Tedesco, allenatore iscritto all’ANAC con la quale associazione ho collaborato pubblicando alcuni articoli, quando tu Antonio, ne eri il Presidente. La mia “carriera” di allenatore ha segnato il periodo proficuo per la S.T.C. ADRIA dal 1977 al 1986 e quello del tutto particolare e redditizio per la S.N.C. Nettuno dal 1987 al 1995. Ho cooperato inoltre con varie altre società regionali, non ultima il C.C. Saturnia, dove fui chiamato nel 1999 per riorganizzare l’attività giovanile che ebbe come segno di riuscita, la conquista del Trofeo D’Aloja nel 2000. Sono inoltre stato il segretario del Comitato Regionale dal 2000 al 2004 e suo presidente sino al 2008.

Queste brevi note servono da promemoria per chi già mi conosce e per farmi conoscere dai tanti nuovi allenatori e praticanti del movimento del canottaggio. Ora vengo alle argomentazioni per cui mi sono attivato con carta e penna, e che vedono come fulcro mio figlio Lorenzo. Questo giovane iniziò come quasi tutti nel canottaggio, per curiosità e gioco, proprio nel periodo della mia attività al Saturnia. I suoi risultati sono andati in parallelo ai risultati del Saturnia dal 2000 ad oggi. e, in 11 anni di attività ha conquistato vari titoli nazionali, ha partecipato alla Coupe de la Jeunesse con l’otto completamente societario nel 2007 e ai Campionati Mondiali juniores nel 2008 sul 4-. Per mio carattere, in quel periodo ho sempre evitato di parlare con il D.T. e con il selezionatore Romagnoli, per non far credere di voler influenzare le loro decisioni, e per gli altri, di entrare in quel sistema di cortigianeria tanto praticato in Italia. La stessa cosa ho fatto sempre anche con te Antonio, quando avevo dei miei atleti nel giro della Nazionale.

Quest’anno, su consiglio del suo allenatore Spartaco Barbo, viste le sue caratteristiche fisiche, Lorenzo si è messo a regime per essere P.L. ben riuscendovi, senza intaccare le sue prestazioni, anzi migliorandole. Veniamo ai fatti: al 2° Meeting di Piediluco lo convocavi per il raduno U23 e, per ciò che ho saputo, ti sei espresso in modo molto positivo sulle sue prestazioni, dichiarando al suo allenatore che al 99,9 % sarebbe entrato nella rosa della squadra. Ciò era tanto assodato che dicesti a Spartaco che non era necessaria la sua partecipazione alle selezioni di Gavirate. A sorpresa per l’atleta, per il suo allenatore e per la società, veniva invece escluso dalle nuove convocazioni. Da ciò è seguita la “vibrante” protesta del C.C. Saturnia, con il conseguente strascico al Centro e in Federazione. Vedi Antonio, io ti conosco e ho sempre creduto che tu sia rispettabile come uomo, ma “ondivago” e quindi poco professionale come selezionatore.

Potrai esporre tutte le ragioni più o meno pertinenti, ma la mancanza della tua professionalità è dimostrata proprio nell’esserti invischiato in questa polemica. Una mancanza di professionalità che ho personalmente sperimentato con te e con altri tecnici, in altri momenti. Questa mia pesante affermazione è dovuta alla trentennale esperienza di rapporto con il Centro, dai tetragoni Nielsen e Teo Koerner , agli italici La Mura (prima e seconda maniera), De Capua, Coppola e Alfine. Attenzione, la conoscenza e la preparazione tecnica sono solo una delle parti che compongono la professionalità, che per essere raggiunta ha bisogno di tante altre componenti, compresa l’etica. Non intendo, lo ribatto, sminuire le conoscenze tecniche generali di nessuno. Ne soppeso solo la loro capacità di applicazione per produrre il Top utile al nostro movimento. Usare i nostri atleti come soldatini e abbatterli come birilli è stata ed è una delle “qualità” dei tecnici che usano lo stesso metodo del tanto vituperato calcio, scordando che quegli atleti sono pagati e forse per questo più considerati, a differenza dei nostri, quasi tutti reali dilettanti.

Ci si dimentica troppo spesso che sono uomini pensanti che devono essere sempre e comunque rispettati per il loro valore intrinseco e con i quali i tecnici devono dimostrare credibilità per avere da loro quel naturale ritorno che produrrà il massimo delle loro prestazioni (do ut des). Ho conosciuto molti giovani che ci hanno lasciato in quanto sono rimasti con l’amaro in bocca, delusi della loro esperienza con il Centro. Ho visto perdersi per strada tante promesse e tanti atleti di buon livello, con il conseguente depauperamento del patrimonio umano utile alla forza del nostro movimento. Io spero che qualcuno faccia un intimo esame personale, e spero che altri riflettano sul canottaggio nazionale.

Pur avendo una discreta larga base di nuovi praticanti, ciò che si percepisce è un lento decadimento, con risultati sempre più magri, oppure occasionali. Non possiamo ad esempio, gloriarci su risultati tipo il mondiale in 8+ P.L. (noi e i giapponesi unici iscritti) Non mi piace sentire i tecnici federali dichiarare che non ci sono più i talenti. Ciò che il nostro movimento riesce a produrre, ciò deve essere razionalmente valorizzato. Dobbiamo percorrere strade nuove e giuste per il cambio di tendenza.

Espressi la mia profonda stima a Coppola, quando nel 2008 passò la mano e, nella conferenza di Piediluco ricordò che per avere un canottaggio forte, era necessario un Consiglio Federale forte, a differenza ribadisco, di quel quadriennio che soffrì per personaggi con mentalità e cultura estranea allo sport, nati nel mondo di una certa politica. Quel Consiglio Federale forte e capace che ora dovrebbe avere una strategia a lungo termine con dei piani e dei programmi propositivi forti, compresa la riqualificazione e riformazione dei tecnici di vertice. Certo non sono stato tenero. Questa mia polemica ha però in me l’intimo desiderio di essere propositiva.
Sai Antonio, mi sono tolto un paio di sassolini dalla scarpa destra. Ne ho altri sull’altra ma, per ora, riesco ancora a camminare diritto…

Trieste, giugno 2011

Duilio Tedesco

 
 
 

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