OVERTRAINING: POSSIBILITA' DI IDENTIFICAZIONE PRECOCE TRAMITE "STRESS ASSESSMENT"

Motivazioni Scientifiche

Nell'ambito dell'attività sportiva agonistica di vertice è etremamente importante identificare, il più precocemente possibile, quella condizione nota come "overtraining" che conduce ad una situazione di strapazzo cronico, con predominanza di fattori tossici soprattutto a carico del sistema nervoso e, come conseguenza, ad una ridotta prestazione sportiva.

La condizione di overtraining, che può essere paragonata a quella che si realizza nella cosidetta "chonic Fatigue Syndrome", determina una condizione di stress psico-fisico troppo severa che non è tollerata dall'atleta e che si configura come uno stato di disattamento nel quale la condizione "ottimale" non è più mantenuta, condizionando in senso negativo la performance sportiva.

Il quadro clinico dell'overtraining, si presenta, specialmente nello stadio iniziale, con caratteristiche sfumate e non ben definite, spesso difficilmente differenziabili dai normali fenomeni di adattamento all'allenamento intenso. Inoltre, l'atleta spesso non riconosce alcuni sintomi precoci (cefalea, stanchezza eccessiva, noia etc.) e, quasi invariabilmente, non li riferisce all'allenatore e/o al medico.

A questa fase segue il quadro conclamato dell'overtraining caratterizzato da alterazioni dello psichismo e da segni e sintomi a carico dei diversi organi ed apparati (cardiocircolatorio, respiratorio, digerente etc.).

Appare evidente come sia estremamente importante identificare in modo oggettivo lo stadio precoce dell'overtraining, prima dell'esordio del quadro clinico conclamato.

A tutt'oggi, tuttavia, non esiste un modello e/o iter diagnostico che si sia dimostrato valido a tale scopo.

Come precedentemente accennato l'overtraining si caratterizza, fin dal suo stadio iniziale, come una condizione di accentuato stress psico-fisico dell'atleta cui concorrono molteplici fattori, quali l'allenamento, l'età, l'interazione con l'ambiente (allenatore, dirigenti, attesa dell'evento agonistico di rilievo etc.).

L'elemento caratterizzante la condizione di overtraining appare pertanto il fattore "stress", il quale non comporta soltanto un disattamento emozionale ma induce una serie di modificazioni bio-umorali a carico dell'organismo.

e' in quest'ottica che riteniamo possibile identificare la condizione di overtraining attraverso la misurazione di diversi parametri biologici che esplorano la funzione di sistemi fisiologici tra loro integrati ed intimamente correlati alle condizioni di stress, quali il sistema neuro-endocrino e quello immunitario.

I parametri esaminati sono: 1) la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la variabilità delle stesse; 2) il controllo baroriflesso della frequenza cardiaca; 3) il cortisolo libero e 4) le citochine nei campioni di saliva.

Nella condizione di overtraining predomina un quadro di distonia neurovegetativa. Il sistema simpatico svolge un ruolo fondamentale nel tradurre in risposte fisiologiche il processo di elaborazione cerebrale dello stress percepito dal soggetto. Nell'atleta in overtraining la frequnza cardiaca aumenta come conseguenza dell'iperattività simpatica; inoltre anche nei casi in cui la frequenza cardiaca non aumenta è possibile riconoscere i segni precoci dell'iperattività simpatica attraverso l'analisi della variabilità della frequenza cardiaca. E' stato dimostrato che in condizioni di stress si verifica una riduzione della variabilità della frequenza cardiaca con aumento delle oscillazioni della stessa nella banda delle basse frequenze (indice di attivazione simpatica).

Per quanto riguarda il cortisolo, è noto che lo "stress", sia di tipo fisico che psichico, determina un una aumentata secrezione di questo ormone.

Infine, è stato anche dimostrato che lo "stress" determina una alterazione delle risposte immunitarie.

L'elemento anatomo-funzionale integrante le funzioni neuroendocrine ed immunitarie è rappresentato dall'asse ipotalamo-ipofisi-surrene che risulta attivato virtualmente da qualsiasi situazione stressante.

L'ipotalamo è infatti una delle principali aree di controllo delle funzioni neurovegetative. L'attivazione dell'ipotalamo comporta, oltre all'attivazione simpatica, anche la liberazione di una sostanza neurosecretoria (CRF) che stimola direttamente l'ipofisi a secernere ACTH. Quest'ultimo, agisce sul surrene determinando un'aumento della secrezione di cortisolo. In pratica, l'ipotalamo si comporta funzionalmente come un centro di raccolta delle informazioni relative alla stato di benessere o malessere dell'organismo ed utilizza queste informazioni per regolare la secrezione ipofisaria.

Il cortisolo, a sua volta, interagisce con il sistema immunitario, in particolare con il sistema delle citochine (interleuchina-1, interleuchina 6 etc) le quali sono secrete da cellule presenti nel surrene, tra i cui effetti è compresa la stimolazione della sintesi di cortisolo, sia attraverso un'azione diretta sul surrene che attraverso una stimolazione dell'asse ipotalamo-ipofisario, essendo liberate da cellule presenti anche in queste sedi.

Le citochine sono liberate precocemente in condizioni di stress, risultando in un aumento della secrezione di cortisolo. In particolare, l'interleuchina-6 sembrerebbe svolgere un ruolo importante nel prolungare la risposta allo stress, spiegando l'osservazione di bassi livelli di ACTH con concomitante aumento dei livelli di cortisolo.

Infine, anche le catecolamine sembrerebbero coinvolte nell'espressione di uno specifico pattern secretorio di interleuchine indicative dello sviluppo di una risposta immunitaria di tipo umorale.

Le citochine appaiono quindi come un importante "link" tra asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sistema simpato-adrenergico e sistema immunitario.

Alla luce di quanto esposto, si può concretamente prevedere che valutazioni simultanee e seriate nel tempo dei parametri fisiologici precedentemente descritti nel corso delle diverse fasi di allenamento dell'atleta possa consentire di individuare precocemente una condizione di stress psico-fisico, spia di incipiente o iniziale "overtraining", con gli evidenti conseguenti bebefici per la salute e le prestazioni dell'atleta.

Questa ricerca seguirebbe lo studio sulle modificazioni dell'onda T dell'ECG in rapporto con l'intensità e la durata del carico di lavoro nelle varie fasi di una stagione agonistica. Lavoro da noi pubblicato sul J. Sports Med. Phys. Fitness 1988. Il significato eziopatogenetico di tali variazioni non è ancora noto. E' probabile che avvengano a causa di modificazioni del sistema neurovegetativo indotte dall'allenamento. Tuttavia osservazioni sporadiche da noi effettuate su tale problematica non hanno chiarito definitivamente l'eziopatogenesi.



Scopo dello studio

Scopo del presente progetto di ricerca è quello di valutare le risposte neurovegetative, ormonali ed immunitarie indotte dall'allenamento nelle varie fasi di una stagione in atleti del canottaggio, per identificare in modo oggettivo lo stadio precoce dell'overtraining.

Metodo

Il protocollo prevede la valutazione della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della attività respiratoria e la variabilità delle stesse, il controllo baroriflesso della frequenza cardiaca; il cortisolo libero e le citochine nei campioni di saliva in un gruppo di 10 canottieri juniores nelle diverse fasi della stagione agonistica (dalla fase di "detraining" precedente l'inizio della preparazione, agli stadi intermedi fino all'acme della preparazione precedente i più importanti appuntamenti agonistici) da concordare con l'allenatore ed il preparatore atletico in relazione ai piani di allenamento specifici per la disciplina (circa 10 rilievi). Tali valutazioni verranno effettuate a Piediluco presso il Centro Nazionale di Canottaggio "Paolo D'Aloja".

Variabili esaminate

1) l'acquisizione battito per battito dei segnali di frequenza cardiaca (mediante apparecchio elettrocardiografico computerizzato), pressione arteriosa (mediante metodica fotopletismografica Finapres, Ohmeda 2300, USA) ed attività respiratoria (mediante estensimetro toracico) per 20 minuti in clino ed ortostatismo. con apparecchiatura messa a disposizione gratuitamente dall'Università di Tor Vergata.

2) dosaggio del cortisolo libero e delle citochine nei campioni di saliva.

3) Analisi delle modificazioni dell'onda T dell'ECG esuguito con elettrocardiografo Cardioperfect.

La ricerca verrà coordinata dal Prof. Antonio Spataro Medico Federale FIC in collaborazione con:

-Università di Milano Dipartimento di Medicina ( Prof. Massimo Pagani, Dott.ssa Daniela Lucini)
-Università Tor Vergata di Roma Dipartimento di Medicina (Dott. Ferdinando Iellamo)
-Settore Sanitario FIC (Dott.ssa R. De Luca, Dott.ssa A. De Cesare)
-Settore tecnico FIC (G. Santaniello, D. Naccari)