Qualche anno fa...

di Sergio Morana


Qualche anno fa, assistetti ad una scena edificante: un (allora) consigliere federale, ancora oggi in auge nell’ambito del canottaggio della sua regione, saputo che a Firenze si era tenuta l’assemblea dell’ANACC, reagì con ironia chiedendo "…a sì, e quanti erano, quindici, venti?". Tanta era la considerazione in cui, nella testa di questo personaggio era tenuta la nostra categoria..

Sia detto solo per inciso, non mi risulta che, pur essendo molto più facile diventare dirigente che allenatore (è un semplice constatazione numerica, in ogni società ci sono uno o due allenatori e almeno quattro volte tanti dirigenti, o più) non mi risulta, dicevo, che i "dirigenti" siano, come categoria, più assidua e presente che quella dei tecnici. Basta guardare sui campi di regata per constatarne la ormai cronica scarsità: è ben raro vederne uno nell’atto delle sue funzioni. Forse l’unica a non essersene accorta è la nostra rivista federale che continua a dedicare foto su foto alle comitive di allegri accompagnatori alle varie regate mondiali dei quali, spesso, non riusciamo bene a capire l’utilità, visti anche i costi per le esangui casse federali. Comunque questa era l’opinione tipica: quattro gatti di pretenziosi (e zucconi) che avrebbero avuto addirittura la ridicola pretesa di voler dire talvolta le proprie idee.

Evidentemente tale scuola fece proseliti, perché anni dopo un altro dirigente federale, (che del primo aveva la tronfia aria di sufficienza, senza averne i meriti oggettivi) pensò bene di chiedersi pubblicamente "l’ANACC? Ma... esiste ancora?".

Tale geniaccio del canottaggio italiano, poi sparito nel nulla senza rimpianti per nessuno, era stato richiesto esplicitamente dal Presidente Romanini in Consiglio Federale quale successore del precedente…

So che esiste anche una Unione Dirigenti: non ne ho mai fatto parte ma spero che riesca a dare una smossa alla propria categoria, quella sì, una bella addormentata nel bosco. Buon lavoro, sarà un compito duro.

Comunque, a parte la vena polemica mia e dei signori di cui sopra devo notare che di strada se ne è fatta.

E sì, se ne è fatta tanta (Santa Melandri ora pro nobis!). Come Segretario dell’ANACC ho visto come è stata accolta la richiesta che Angelo ha più volte perorato: un nostro rappresentante in Consiglio, a mero scopo consultivo. Da un sorriso bonariamente ma fermamente negativo "… tu sai che le carte federali non lo contemplano…" (negli ultimi anni ho scoperto che le carte federali contemplano tutto ed il contrario di tutto: infatti cambiano continuamente, ad ogni piè sospinto, con gli scopi più disparati e non sempre confessabili, quindi la motivazione era oggettivamente un po’ debolina) sino al silenzio imbarazzato di chi, dopo aver dichiarato la propria intenzione ad instaurare una collaborazione duratura e proficua "perché il canottaggio siete voi…" (cioè noi allenatori), poi non trovava, in un pacchetto di alcune decine di proposte, nemmeno una che potesse in qualche modo attagliarsi alle scelte federali.

E ora, che faranno? Come potranno gestire una federazione con quegli impiccioni tra i piedi?

Tempi duri ci attendono! Ma non mi preoccupo: ho partecipato ad alcune assemblee federali elettive e con mia sorpresa ho scoperto che i presenti… di canottaggio ne masticavano poco ed in pochi. Molti non avevano mai militato (era l’unico disponibile a venire, gli altri erano tutti occupati…); molti altri erano virtuali, (leggi: deleghe in bianco), una ristretta parte erano effettivamente dirigenti seri; un ultimo gruppo era fatto di vecchie cariatidi presenti più per abitudine che per altri motivi.Un applauso ed una designazione a socio benemerito non la si rifiuta mai a nessuno…. Ma come mai ci sono così pochi tecnici tra di loro?

Insomma, forse ora qualcuno smetterà di chiedersi se esistiamo. Oppure di contarci mentalmente (come le pecore degli insonni, ma le pecore danno la lana, i pavoni…. niente).

Sarà divertente. So che già c’è fermento. L’allenatore sta diventando un genere pregiato, porta voti, viene eletto, va coccolato e vezzeggiato… Grazie, Melandri!